La travaglina Ravera ora ha un sogno: «Berlusconi appeso»

Gli scrittori, si sa, sono di per sé immaginifici. Costruiscono mondi, disegnano scenari, scolpiscono storie. Oppure si limitano ad accoppare virtualmente gli avversari. Lidia Ravera, antiberlusconiana doc e penna al curaro del giustizialismo, è tra questi ultimi. Alla festa per il primo compleanno del Fatto quotidiano, l’autrice autoesiliatasi a Stromboli per starsene lontana dal Cavaliere, ha spiegato di aver fatto un sogno: «Per un attimo, durante questo dibattito bellissimo, ho visto Berlusconi appeso. Ho avuto la sensazione che ci si potesse liberare di lui e ripulire questo Paese». Una sorta di Martin Luther King un filo più sanguinolenta, dice Panorama. Lei, che di Travaglio condivide le idee, non ne imita però lo stile caustico ma sarcastico. Perché nel sogno di una nuova piazzale Loreto, obiettivamente, c’è poco di divertente.