Travaglio contro Ferrara Insulti, invidia e livore: "E' un pallone pallista"

Sul <em>Fattoquotidiano</em> un editoriale velenosissimo e pieno di insulti per l'Elefantino: picchiatore comunista, finto giornalista, trombetta di Craxi. E poi la ciliegina: un ceffo come lui vale meno delle mignotte

Ferrara non è ancora tornato in televisione, ma lo scandalo è già scoppiato. La sinistra scalcia e batte i piedini: l'elefantino quotidiano, tutti i giorni dopo il Tg1, nello spazio che fu di Enzo Biagi per loro è pornografia. La razione di perfidia quotidiana oggi la dispensa Marco Travaglio che intinge la penna nella bile e allinea uno dopo l'altro una serie infinita di insulti. Sì, proprio insulti. Si parte dal titolo che, come al solito, gioca sulla stazza di Giuliano Ferrara: "Tanto oro quanto pesa". Solita roba, solita violenza verbale, le solite battute comprate al mercatino dell'usato delle battute di Luttazzi. La stessa sinistra che ha inventato il politicamente corretto, quella che inorridisce se dici cieco invece che non vedente, quella che se ti scappa un negro vorrebbe trascinarti davanti alla corte di Strasburgo, non ha problemi a scatenarsi contro nani, ciccioni e puttane. Purchè siano di centrodestra, ovviamente. Insultare un berlusconiano non è un reato. Così per Travaglio Ferrara diventa un "pallone pallista", un ceffo che vale meno di una "mignotta" e un "picchiatore comunista". Il secondo tempo dell'attacco al direttore del Foglio è puramente economico. Il ragionier Travaglio fa i conti in tasca all'Elefantino e si arrabbia: "E poi lui da B. e famiglia riceve già tre stipendi: da direttore del Foglio, da rubrichista di Panorama, da editorialista del Giornale". Innegabile, come il sacrosanto diritto di ogni editore di far scrivere, e pagare, chi gli pare e piace. Poi riattacca a pontificare: "E' uno che in vita sua ha fatto il picchiatore comunista, la spia della Cia, la trombetta di Craxi e B., ma mai per un solo istante il giornalista". Travaglio dixit. Poi, non pago, in preda alla rabbia, per giustificare il successo di Ferrara si attacca all'ultimo salvagente disponibile: alla fine la colpa non è nemmeno dell'Elefantino ma del "paese malato" che lo scambia per un giornalista. Ineffabile, ma poi decide di smentirsi poche righe dopo celebrando i presunti disastri della carriera di Giuliano Ferrara: "Triste destino, quello di Ferrara. Fonda il Foglio e non lo compra nessuno. Fa Otto e mezzo e non lo guarda nessuno. Però lui insiste. Tanti lo pagano a peso". Probabilmente Travaglio lo pagano a insulto...