Travaglio a processo per le accuse ai «genitori» di Vika

Maria Chiara e Alessandro Giusto tornano in tribunale. Ma non sul banco degli imputati dal quale sono già scesi con un’ampia assoluzione dall’accusa del sequestro di Vika-Maria. Questa volta sono loro ad accusare. Il prossimo 15 dicembre saranno protagonisti dell’udienza preliminare nei confronti di Marco Travaglio, il giornalista e scrittore che hanno denunciato per diffamazione a mezzo stampa proprio per gli attacchi subiti a seguito della vicenda della bimba bielorussa. Travaglio, nel suo libro «La scomparsa dei fatti. Si prega di abolire la notizia per non disturbare le opinioni», stampato a Padova (per questo il processo si terrà in Veneto), scrisse che la famiglia di Cogoleto si era resa responsabile di «sequestro di minorenne con plagio». Tra i passi offensivi anche quello in cui Maria Chiara e Alessandro vengono definiti «coppia sterile», come se questo fosse il movente del «sequestro». Senza peraltro contare che dopo la vicenda-Vika i Giusto hanno avuto un maschietto, a dimostrazione della gratuità di certe illazioni sulla «fuga» di Vika. «Un episodio - ha scritto ancora Travaglio nel libro - che lascerà tracce indelebili sulla psiche della bimba, addirittura indotta a esibirsi in un video alla al-Zarqawi in cui chiedeva di tornare da mamma e papà (che non sono i suoi, non sono tali), dava in escandescenze e minacciava un suicidio che qualcuno le aveva sciaguratamente suggerito per forzare la mano alle autorità e ottenere un’adozione non dovuta e nemmeno prevista». Il 15 dicembre Travaglio, il censore degli indagati dovrà iniziare a difendersi da indagato. E sarà l’ennesima volta.