Una «Traviata» eterea e delicata

«È la mia ottava Traviata. Finalmente, in età matura, credo di aver trovato la soluzione più vicina a quella ideale», così Zeffirelli, artefice dello spettacolo clou della stagione operistica, circondato dagli interpreti che in coro ne elogiano il senso della musica e la fedeltà a Verdi e Dumas. Ciò detto, non vuole rivelare nulla dello spettacolo che debutta venerdì. «Le parole contano poco; conta, invece, la verità di uno spettacolo, che si valuta dopo che s’è alzato il sipario».
Nel caso di questa Traviata - è l’unica cosa che veniamo a sapere - il sipario si alzerà lentamente, mentre si ascolta il preludio e, come in un ricordo-presagio (anche Verdi con quel suo impalpabile e doloroso preludio, sembra essersi attenuto al romanzo che dalla morte di Violetta, alias Signora delle camelie fa partire il racconto) si vede Violetta in punto di morte, poi man mano, attraverso una dissolvenza, assistiamo a uno dei momenti più festosi, ma anche toccanti dell’opera: l’incontro di Violetta e Alfredo. Un incontro toccante e sensuale.
Per il ritorno del capolavoro verdiano, dieci recite e ben quattro voci per Violetta - la Gheorghiu canterà solo nelle prime due - alcune delle quali, come la greca Papatanasiu già nota, è di una bellezza eterea e delicata. Papà Germont, nelle prime quattro recite avrà la voce di Renato Bruson; Alfredo sarà il romano Vittorio Grigolo (che ha sostituito Filianoti, subentrato ad Alagna, marito della Gheorghiu, prima annunciato e poi cancellato), e nelle recite Marius Brenciu e Alfredo Portilla. La voce di Catarina Nicolic per Flora.
Direttore Gelmetti; coreografie El Camborio, costumi di Raimonda Gaetani. Infine, un’assoluta novità. La prima, venerdì, potrà essere seguita, in diretta, in un circuito sperimentale nazionale di 22 sale cinematografiche al prezzo di 10 euro. Repliche fino al 3 maggio. Info: 06-481601.