«Travisate le mie figlie Difendo l’onore e i diritti della nostra famiglia»

«Le mie figlie sono state travisate». È papà Ermanno a difendere le due gemelle Paola e Stefania, dopo che le due ragazze sono state protagoniste dell’inferno mediatico su Garlasco e dei pettegolezzi del paese. Fino a ieri hanno rilasciato interviste e sono state sotto i flash, oggi si sono chiuse nel silenzio. «Giudizi malevoli e mortificanti», ha tuonato Ermanno Cappa, affermato procuratore legale, in una conferenza stampa da lui stesso convocata all’esterno della sua villetta, con accanto il figlio Cesare. «Le mie figlie - ha detto - hanno cercato di fare il massimo in un momento tremendo e con poca esperienza nella comunicazione». Sul memoriale al centro delle polemiche, pibblicato su Oggi a firma della stessa figlia Paola, ha smentito: «Un giornalista si è permesso di pubblicare un’intervista da noi non autorizzata fatta in quel momento nel tentativo di aiutare il più possibile». E proprio a chi ha tentato di chiedere spiegazioni sulle incongruenze tra il racconto fatto da Paola circa una notte di cinque anni fa in cui sarebbe stata scattata a Loano la ormai celebre foto che ritrae le due cugine in compagnia della vittima e la natura di quell’immagine, risultata essere un fotomontaggio, papà Ermanno si è limitato a dire: «Paola si è espressa male». «Fotomontaggio - ha quindi aggiunto - è una parola brutta. Semplicemente le mie figlie volevano avere un ricordo insieme a Chiara, sono andate dal fotografo di Garlasco e gli hanno chiesto se fosse possibile». Poi ha ricordato ai giornalisti fuori dal cancelletto della sua abitazione i loro doveri deontologici, chiedendo rispetto della riservatezza sulla vita privata e sullo stato di salute dei suoi familiari. «Ci sono macroscopiche violazioni delle norme che presiedono alla tutela della riservatezza - ha affermato - e certamente non rinuncerò a far valere i diritti della mia famiglia». Un ammonimento, da esperto legale. E da buon lomellino, come lui stesso ha ricordato, Ermanno Cappa vuole tenere alto l’onore del suo nome e delle sue figlie, scosse dall’omicidio. «Siamo stanchi, in un momento di lutto, preferiamo non parlare più. Lasciateci vivere, perché riteniamo che non sia utile sul fronte delle indagini che stanno avanzando. Fate per favore quel passo indietro che vi ho chiesto di fare anche ieri».