Travolto dall’accusa di corruzione un ministro giapponese fa harakiri

Matsuoka avrebbe dovuto deporre davanti alla commissione di inchiesta Crolla la popolarità del premier Abe

da Tokio

Giappopne sotto choc: il ministro dell’Agricoltura Toshikatsu Matsuoka, 62 anni, coinvolto in diversi scandali di corruzione, soprattutto per abuso di fondi politici (il suo partito, il liberaldemocratico, è lo stesso del premier Shinzo Abe), si è tolto la vita ieri a Tokio. Matsuoka, che in giornata avrebbe dovuto essere interrogato da una commissione di inchiesta, si è impiccato con un guinzaglio per cani nell’appartamento di una residenza per parlamentari nel centrale quartiere di Akasaka. Indossava un pigiama. Lo ha trovato agonizzante un suo collaboratore, che lo ha fatto subito trasportare in un ospedale. Vano ogni tentativo di salvargli la vita. Il suicidio, giunto poche ore dopo la pubblicazione di sondaggi che indicavano un nuovo calo di popolarità di Abe, ha inferto un duro colpo al primo ministro, che aveva personalmente, e a più riprese, difeso Matsuoka.
La settimana scorsa la polizia aveva arrestato alcuni funzionari del governo coinvolti nello scandalo legato alla costruzione di strade rurali nella circoscrizione di Matsuoka. «Mi sento responsabile in qualità di ministro supervisore. Non permetterò che ciò si ripeta», aveva detto il ministro.
La tragica morte porta nuovi problemi al governo, soprattutto in vista del primo test elettorale di grossa portata, il prossimo 22 luglio: si andrà alle urne per rinnovare metà del Senato, ma nell’opposizione e anche nella maggioranza c’è chi vorrebbe un completo scioglimento delle Camere, un provvedimento che ridimensionerebbe le ambizioni del premier, ultraconservatore, ora alle prese anche con una fronda degli alleati di governo del partito di ispirazione buddhista Komei, contrari ai suoi piani di revisione degli articoli pacifisti della Costituzione nipponica.
La stampa aveva accusato Matsuoka di coinvolgimento in una faccenda di corruzione: due dei suoi comitati elettorali avrebbero ricevuto diversi milioni di yen da un gruppo edilizio, che poi ha vinto diverse gare d’appalto lanciate da un’agenzia controllata dal governo. Il ministro era anche accusato di aver dichiarato esorbitanti spese di gestione del suo ufficio di parlamentare. Sia l’opposizione che diversi membri del suo partito ne chiedevano le dimissioni.
Matsuoka è il terzo ministro giapponese che si suicida dal 1945. I primi due, l’ex primo ministro Fumimaro Konoe e l’ex ministro della Guerra Korechika Anami, si tolsero la vita in seguito alla sconfitta nipponica nel secondo conflitto mondiale.