Travolto dall'entusiasmo per la rivolta un egiziano chiama la figlia Facebook

Nell'ultimo mese, complice la rivoluzione, c'è stato un'autentico boom di iscrizioni al social network nel Paese dei faraoni. Ma nessuno poteva immaginare che Jamal Ibrahim, per gratitudine, imponesse alla primogenita un nome così assurdo. A futura memoria...

Non bastavano Chanel, Oceano e Falco. Adesso c'è anche Facebook. Che è una bambina ed è nata lo scorso 18 febbraio in Egitto chiamata così, con un nome che la condannerà al ridicolo per il prossimo secolo, per la gratitudine che i suoi genitori hanno per il social network e per il ruolo decisivo che ha avuto nella rivolta cha ha rovesciato il presidente Hosni Mubarak. Lo racconta il quotidiano «Al-Ahram», spiegando che Jamal Ibrahim, travolto per l'entusiamo per i moti egiziani, ha voluto consegnare la sua primogenita a generalità che ricordino per sempre il fausto momento. Il giornale racconta anche che la famiglia, gli amici e i parenti della bambina, nata nella regione di Ibrahimya, si sono riuniti attorno alla neonata per rinnovare, come in un rito propiziatorio, il loro sostegno alla rivoluzione partita da Facebook. Di sicuro il social network ha svolto un ruolo cruciale nella rivoluzione egiziana iniziata il 25 gennaio, tanto che è stata soprannominata «la rivoluzione di Facebook». Gli egiziani hanno usato il social network per organizzare le proteste, diffondere informazioni e mantenere i contatti con l'estero. In Egitto, ci sono cinque milioni di utenti Facebook, secondo dati di TechCrunch, più che in qualsiasi altri Paese del Medioriente e del Nordafrica. Nell'ultimo mese sono aumentati gli utenti Facebook in Egitto, con 32mila gruppi e 14mila pagine create in due settimane. Chissà come chiameranno i prossimi nati in tutto il Medio Oriente...