Travolto e ucciso in moto da un autobus pirata

È caduto in moto sulla carreggiata ed è stato travolto dall’autista di un pullman privato che lo ha ucciso ma non si è fermato a soccorrerlo e ora viene ricercato per omissione di soccorso dalla polizia municipale.
Ieri mattina alle 6.40 Calogero V., un centauro 38enne, alla guida di una Honda Hornet, si è rovesciato in strada, all’angolo tra viale Enrico Fermi e via Brusuglio, in zona Niguarda. E fin qui, seguendo i parametri lucidi e cinici della dinamica, tutto rientra nel norma di un comune incidente stradale. Tuttavia questo siciliano residente a Desio, di professione impiegato, se n’è andato all’altro mondo per motivi ben diversi da quelli della caduta. «Non sappiamo ancora a che velocità viaggiasse - spiega la polizia municipale, intervenuta sul posto anche per la coda di dieci chilometri provocata dall’investimento -, ma il cadavere mostra chiari segni di schiacciamento, sia sulla testa che sul torace». Secondo le testimonianze raccolte in prima battuta dai vigili urbani il pirata della strada potrebbe essere l’autista del pullman di una compagnia privata, solo a bordo al momento dell’investimento. L’uomo, dopo aver travolto il povero centauro, non si è degnato di fermarsi per prestargli soccorso. Anzi: ha accelerato per scappare con l’intento di farla franca.
Calogero V., impiegato in un’azienda milanese e con un diploma di maturità magistrale, lascia la madre e la fidanzata slovacca 29enne (anch’essa maestra) che vivevano con lui nella località brianzola. Naturalmente le cose utili non ci sono mai, o molto raramente, quando servono davvero. E nella zona dell’incidente le telecamere sono in fase di allestimento. «Ci sono più avanti, però, in piazzale Maciachini - fanno osservare i vigili -. E anche se ci vorrà del tempo, visto che sia il motociclista che il mezzo che l’ha investito andavano in quella direzione, controlli incrociati con l’orario dell’incidente e tutte le vetture transitate su quel percorso daranno i risultati che speriamo». Quindi il pirata dovrebbe avere i giorni contati.
Dal rapporto Aci Istat illustrato ieri a Roma presso l’Automobile Club d’Italia (Aci) sono stati 680 i morti in Lombardia (-12,1 per cento rispetto al 2007) per incidenti stradali nel 2008. L’analisi evidenzia in Italia un calo nel 2008 dei sinistri (218.963; -5,2 per cento), dei morti (4.731; -7,8 per cento) e dei feriti (310.739; -4,6 per cento) rispetto all’anno precedente. Sul versante lombardo, se calano i morti calano anche i feriti: sono stati 56.953 (-5,9 per cento) nel 2008. Nella provincia di Milano ci sono stati 202 morti (-17,2 per cento) e 32.084 feriti (-6 per cento) per incidente stradale. Nel 2008 si è registrata una flessione dell’incidentalità anche a Milano città, con 75 morti (-12,7 per cento) e 18.260 feriti (-6,4 per cento).
Dal rapporto emerge anche che, a livello nazionale, luglio si conferma il mese «nero», sabato il giorno con più morti, le 18 l’ora critica. Un altro incidente mortale si è verificato ieri sera sulla tangenziale ovest di Milano. Nello scontro sono state coinvolte sei auto e due mezzi pesanti. Purtroppo per uno dei conducenti non c’è stato niente da fare.