Travolto in moto, è morto Andrea Pininfarina

È morto questa mattina in un
incidente stradale alle porte di Torino: è
stato investito da un’auto mentre era alla guida della propria moto. Pininfarina, 51 anni, era presidente della storica carrozzeria torinese. Montezemolo: "Era un simbolo". Marcegaglia: "Imprenditore di razza"

Torino - È morto questa mattina, in un incidente stradale alle porte di Torino, Andrea Pininfarina. Aveva 51 anni ed era presidente e amministratore delegato della storica carrozzeria torinese.

La dinamica dell’incidente Stando alla ricostruzuione fornita dal comandante dei vigili urbani di Trofarello, Luigi Semenzato, la dinamica dell'incidente sarebbe chiara. L’imprenditore stava percorrendo via Torino provenendo da Moncalieri sulla sua Vespa GT60 di colore grigio, quando all’altezza di via Filippo Turati è stato investito da una Ford Fiesta di colore rosso guidata da un uomo di 78 anni residente a Trofarello. Dalle prime ricostruzioni l’automobilista avrebbe avuto la visuale parzialmente ostruita da un furgone cassonato che stava scaricando materiale edile parcheggiato lungo via Torino. L’automobilista non avrebbe dato la precedenza a Pininfarina. I primi ad arrivare sul luogo dell’incidente sono stati i vigili urbani e il 118. Inutili i tentativi di rianimazione. Pininfarina è morto sul colpo. La salma è stata trasferita presso la camera mortuaria del cimitero di Chieri, a pochi chilmetri di distanza. L’automobilista è stato ricoverato in stato di shock presso l’opsedale di Moncalieri.

Le cariche ricoperte Pininfarina, 51 anni, laureato in Ingegneria meccanica presso il Politecnico di Torino nel 1981, ha cominciato a lavorare negli Stati Uniti subito dopo la laurea. Molti i ruoli ricoperti: presidente di Federmeccanica e Unione Industriale di Torino, vicepresidente di Confindustria durante la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, membro del consiglio di amministrazione di Alenia Aeronautica, Ras e Juventus. Nel 2004 il settimanale statunitense Businessweek lo ha inserito tra le 25 stars of Europe nella categoria dedicata agli innovatori.

Il saluto degli industriali "Con Andrea Pininfarina perdo non solo un grande amico", ma anche "un imprenditore di valore". Così il presidente della Fiat e della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, esprime il proprio cordoglio per la morte dell’imprenditore. "Con lui - dice Montezemolo - ho condiviso anni di lavoro e i successi delle Ferrari da lui disegnate e un forte, indimenticabile, impegno associativo in Confindustria in cui il suo contributo, come vicepresidente, è stato fondamentale. L’Italia, Torino e tutto il Gruppo Fiat perdono un imprenditore simbolo che ha saputo seguire e innovare il lavoro del nonno Pinin e del padre Sergio". Si è detto "addolorato" anche il presidente della Pirelli, Marco Tronchetti Provera, che ha ricordato Pininfarina come "un grande imprenditore, un uomo coraggioso e un amico leale. Ha dato un grande contributo allo sviluppo del nostro Paese grazie alla sua azienda, uno dei simboli del made in Italy, e al prezioso lavoro svolto in Confindustria". Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia serberà "sempre, con grande affetto, il ricordo di una persona unica e di un amico vero con il quale ho trascorso fianco a fianco quattro anni di vicepresidenza indimenticabili". "Andrea - ha continuato - era un imprenditore capace, di razza, non solo perchè figlio di un nome storico nell’automobilismo italiano e mondiale, ma perchè era una persona che tutti noi stimavamo per le sue indubbie capacità e le sue profonde doti umane".

Il cordoglio della politica Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha inviato al senatore a vita Sergio Pininfarina un commosso messaggio nel quale esprime il profondo dolore suo personale e dell’intera Assemblea di Palazzo Madama per la prematura e tragica morte del figlio Andrea: "L’intero Paese ha perduto un imprenditore brillante che, grazie al tuo straordinario esempio, ha saputo offrire un contributo fondamentale allo sviluppo dell’industria dell’auto e del design, settore che costituisce l’orgoglio del nostro Paese". Commosso cordoglio è stato espresso anche dalla senatrice Ombretta Colli: "Perdere un figlio è ciò che di più tragico possa accadere nella vita è contro natura. Il destino a volte è beffardo e non possiamo fare altro che accettarlo con forza e dignità". Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha parlato di "appassionato dirigente di strutture confindustriali" che "ha saputo rappresentare con modernità le ragioni dell’impresa, volendole sempre conciliare con quelle del lavoro". Il segretario Pd, Walter Veltroni, ha invece sottolineato la capacità di "valorizzare al meglio il prodotto italiano nel mondo".

L'addio degli operai "Una perdita grande per la famiglia ed il Paese", ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, descrivendo Pininfarina come "un grande imprenditore che ha dato un forte contributo per la crescita di Torino e di tutto il Paese". "Torino perde un imprenditore vero", ha commentato il segretario torinese della Fiom, Giorgio Airaudo, ricordandolo come "un imprenditore vero che ha cercato di resistere alla crisi dei carrozzieri tenendo insieme progettazione e produzione e aveva ragione". "Ricordo un interlocutore duro - ha concluso Airaudo - ma capace di ascoltare, una controparte leale con cui abbiamo fatto tanti accordi in situazioni difficili". Anche Giovanni Centrella, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici, ha fatto sapere che "l’imprenditoria italiana perde un manager capace e di grandi qualità, quali la competenza e la correttezza di cui in più occasioni, anche nei momenti di grave crisi in cui ci siamo confrontati, ha saputo dare prova assicurando il rispetto dei reciproci ruoli ed interessi".