Tre aggressioni al giorno su tram e autobus: «Dateci agenti a bordo»

Il vicepresidente di Atm Servizi: «Servirebbero poliziotti e carabinieri, ma in città sono sotto organico»

Quando l’orologio segna le 23, la paura diventa compagna di viaggio per gli autisti Atm. Quelli costretti ad andare oltre il limite spaziale della linea circolare 90-91 sanno di rischiare. L’unico aiuto è un pulsante da schiacciare in caso di bisogno, l’allarme che fa scattare l’aiuto.
Pulsante che, secondo i dati raccolti dai sindacati, viene schiacciato spesso e volentieri: sono almeno cento le aggressioni (anche verbali pesanti) registrate ogni mese e sono quattro-cinque quelle che, annualmente, si concretizzano in botte e coltellate ai conducenti. Troppo, davvero troppo: «Chi lavora nell’Azienda tramviaria milanese ha diritto ad avere più sicurezza, è sulla strada ogni giorno e sente in maniera pressante il calo della sicurezza» afferma Alberto di Luca.
Virgolettato del vicepresidente di Atm Servizi (controllata di Atm che si occupa di gestire materialmente il trasporto pubblico, ndr) su sicurezza e mezzi pubblici che è tema infinito all’ombra della Madonnina, dove già l’azienda di foro Bonaparte ha intensificato l’attività di sorveglianza e di controllo a bordo dei mezzi - sia di superficie che in metropolitana - per garantire la sicurezza sia dei passeggeri che del personale, anche con tanto di impianti di videosorveglianza su filobus di ultima generazione.
Impianti che incamerano metri su metri di filmati con scippi e borseggi. Già, è prassi quotidiana, che «i portafogli volino e che i derubati pretendano di chiudere subito le porte: che fai, tieni prigionieri sessanta e più passeggeri quando magari il delinquente è già sceso da una mezz’oretta?» confida un conducente.
E mentre dalla centrale operativa Atm di viale Monterosa danno i numeri, «ventiseimila corse al giorno - tra mezzi di superficie e metropolitana - moltiplicate per tre turni di sei ore fanno qualcosa come settantaseimila potenziali occasioni di aggressione», in Comune considerano «dati i turni, la possibilità di ogni autista ad essere ferito pari allo 0,1 per cento». Numeri e percentuali a parte, il vicepresidente di Atm servizi, di Luca, rimarca la necessità di «sicurezza pure per i controllori, che spesso diventano vittime dei “portoghesi”». «Per la loro sicurezza», sostiene l’ex parlamentare di Forza Italia, «dovremmo comporre squadre di quattro-sei persone, ma questo significa ridurre drasticamente la presenza di personale di servizio sui mezzi. Per questo caso andrebbe quindi previsto l’affiancamento di poliziotti o carabinieri, ma questo potrebbe essere possibile solo se le forze dell’ordine meneghine non fossero sotto organico».
Annotazione che fotografa quando accade soprattutto sulle linee cosiddette lunghe - filobus 90/91 e tram 15, da Rozzano sino a piazza Fontana -, «specie nelle ore serali, quando i passeggeri diminuiscono e salgono sui mezzi quelli senza biglietto e, magari, cercano la rissa» fanno sapere i responsabili del servizio di guardiania.
gianandrea.zagato@ilgiornale.it