Tre anni di processi al ladro di biscotti La refurtiva valeva meno di due euro

Un’infinita odissea giudiziaria per il furto di un pacco di biscotti del valore di poco meno di 2 euro. Per l’esattezza un euro e novantadue, come riporta il quotidiano L’Adige. Roba che sarebbe potuta finire con una tirata d’orecchie -nonostante il protagonista non sia proprio un bambino- ma che invece ha messo in moto la nostra pachidermica e bulimica macchina giudiziaria. Il «grave» crimine ha infatti innescato un processo che ormai sta andando avanti da tre anni. D’accordo che un furto è sempre un furto ma, nella fattispecie, la pervicacia nel perseguirlo è decisamente troppo costosa rispetto al bottino.
La vicenda comincia nel 2008 a trento, quando un quarantatreenne viene sorpreso mentre tenta di uscire da una pasticceria con un pacco di biscotti nascosto sotto la giacca. Bloccato, lui riconsegna l’appetitoso bottino agli addetti, che però, come sembra sia prassi del negozio in questione, con nordica fermezza decidono di far scattare la denuncia per furto. E da allora l’impietoso iter segue il suo tortuoso percorso.
Il primo grado si era tenuto nel maggio del 2010, con l’assoluzione del golosone a tradimento. Il giudice aveva ritenuto che non ci fossero abbastanza prove contro il «ladro di merendine». Ma ecco la Procura generale mostrare il notorio pugno severo e inflessibile dell’italica giustizia. Che, si sa, quando parte non si ferma più. Insomma la legge è uguale per tutti, conta il gesto mica l’entità del danno. A norma di legge restano liberi evasori fiscali e truffatori, ma un furto da due euro evidentemente è poco perdonabile.
Così si arriva ad oggi. E si scopre che tra ricorsi e richieste di annullamento il processo è tutto da rifare per un vizio di forma: a quanto pare non era stata dichiarata la contumacia dell’imputato, ma era stato definito semplicemente «non presente» in aula.
Il nuovo appuntamento in Tribunale è stato fissato per novembre. Adesso è tempo di vacanze ma l’«inchiesta» è decisamente gustosa. Quale integerrimo investigatore, la abbandonerebbe? Pur di fare giustizia non si bada al prezzo. Ci mancherebbe.
Vien solo da pensare: ma quanti biscotti potremmo regalare ai nostri togati coi soldi che ci costano...