Tre autori si confrontano a teatro

Tutto il mondo è teatro. Mai affermazione fu più vera se rapportata allo spettacolo che andrà in scena questa mattina per i ragazzi delle scuole al Teatro Tempietto di Sampierdarena per iniziativa della Compagnia italiana di prosa di Genova. «Tutto il mondo è teatro» mette a confronto infatti la drammaturgia di due grandi autori teatrali europei, il nostro Luigi Pirandello e il francese Jean Tardieu, con quella di un autore del «nuovo mnondo», lo statunitense Woody Allen. E si tratta di un confronto non solo fra autori di particolare rilievo dal punto di vista delle tematiche del Novecento, ma anche fra generi: la commedia psicologico-borghese, il teatro surreale, la comicità clownesca contemporanea.
Lo spettacolo, che andrà in scena questa mattina alle 11 grazie col sostegno dell’assessorato alla Cultura della Regione Liguria, affronta il tema capitale della morte da tre punti di osservazione completamente diversi e talvolta fra loro complementari: si passa dalla scrittura lirica di Pirandello in «L’uomo dal fiore in bocca», al raffinato ragionare, illuministico e immaginifico ad un tempo, surreale e quotidiano, assurdo e comico insieme, di Tardieu in «Ufficio informazioni», dove ad uno strano cliente in cerca di informazioni di viaggio, si contrappone uno stranissimo impiegato, che a tutto risponde tranne ache a quello che gli viene richiesto. Infine, in «La morte bussa» di Allen, lo straniamento intellettuale diventa comicissimo rovesciamento del classico duello letterario fra il Cavaliere e la Morte (in evidente parodia con il celebre film «Il settimo sigillo» di Bergman). Un industriale newyorkese di successo riceve a casa sua l’inaspettata visita della Morte (sì, proprio quella col mantello nero e la faccia sbiancata!). La meraviglia sta non tanto nella materializzazione dell’inquietante presenza e neppure nel procedere clownesco della situazione, quanto nell’osservare la forza di banalizzazione che la società del nostro tempo esercita verso ogni fenomeno, sia pure il più estremo; sta, insomma proprio nella mancanza di meraviglia.
Lo spettacolo si propone di accompagnare gli studenti verso una formazione nel teatro di qualità e far loro acquisire appropriati strumenti estetici e culturali, coniugando il piacere dell’apprendimento e del riconoscimento di grandi opere insieme al divertimento di narrazioni gustose e interpretazioni artistiche accatticanti. Sulla scena. oltre allo stesso regista Saverio Soldani, anche Vittorio Ristagno.