Le tre caravelle pronte a salpare

Dai panni settecenteschi del conte Fabrizio Ristori agli abiti rinascimentali di Cristoforo Colombo. Dalle vicissitudini nazional-popolari di Elisa di Rivombrosa, culminate con la morte dell'affascinante conte, ai rovelli più alati di un giovane Colombo che sogna di prendere il mare. Così Alessandro Preziosi si trasforma, prestando la sua bellezza intensa e la sua versatilità a un nuovo personaggio.
Prese le distanze dai facili successi televisivi, Preziosi torna così al suo grande amore, il teatro e lo fa con un musical «Datemi tre caravelle», che dopo la rappresentazione al Teatro greco di Taormina arriva a Genova, dove debutterà al Politeama Genovese venerdì, nell'ambito della settimana dedicata alle celebrazioni colombiane.
«Credo che la figura di Cristoforo Colombo abbia molto da comunicare ai giovani - dice Preziosi -: la nostra generazione è in una fase di stallo, Colombo invece è un personaggio che agisce con coraggio e che sa mettere in gioco le proprie capacità, credendo in sogno e facendo di tutto per realizzarlo».
Ad affascinare Alessandro Preziosi è la figura di un uomo che segna lo spartiacque fra il Medio Evo e l'epoca moderna, che osa sfidare credenze e dogmi. «Colombo è un uomo di fede, ma non si lascia frenare dalla Chiesa: la scoperta dell'America ieri, e di un mondo sferico e meno terribile di quanto si pensasse, è un pò come le questione delle cellule staminali oggi, ci vorrebbe qualcuno capace di sfatare il mito».
Preziosi-Colombo mantiene un atteggiamento critico, ma non sfugge al fascino del divino: «Con questo spettacolo mi sono avvicinato in modo più concreto alla fede cristiana. Credo che oggi ci sia bisogno di preghiera, di qualcosa in cui credere. Mi accorgo di essere contraddittorio, ma queste contraddizioni sono tipiche di un'intera generazione, così come i dubbi. L'importante forse non è credere in Dio, ma nei presupposti che ti portano a credere in qualcosa».
La vicenda portata in teatro da Preziosi accompagna Cristoforo Colombo fino al momento di imbarcarsi: è ipotizzabile un seguito?
«Mi piacerebbe molto trasformare questa vicenda in una sorta di saga di Colombo, qualcosa di simile a certi spettacoli dedicati agli eroi americani» risponde Preziosi.
Questa voglia di «sequel» rimanda inevitabilmente allo sceneggiato «Elisa di Rivombrosa», quest'anno al suo secondo atto, che proseguirà però senza il personaggio di Fabrizio Ristori. «Non ho rimpianti - dice - ho scelto di fare qualcosa di diverso, perchè credo che un attore debba sempre essere capace di cambiare pelle. Elisa si è ormai trasformato in un reality mediatico, in un'occasione di gossip. Ho creduto in quella favola più come spettatore che come interprete e mi dispiace che sia cambiata in modo così radicale».
Lo spettacolo resterà in scena fino a domenica.