Tre cortei: in città è ancora caos

Gli ingorghi per la corsa agli acquisti e il traffico provocato da tre manifestazioni in centro hanno regalato ai romani un’altra giornata impossibile. Ieri è stato l’ennesimo venerdì nero, da dimenticare. Non si riesce proprio ad archiviare la pratica delle manifestazioni nel periodo di Natale, nonostante le raccomandazioni fatte dal sindaco Alemanno. Anche perché ci sono sempre i soliti «dissidenti», in questo caso gli studenti che ieri hanno forzato i cordoni della polizia, che intimava loro di seguire solo i percorsi autorizzati.
A protestare sono stati gli statali, gli studenti dell’Onda e quelli delle scuole medie superiori, partiti rispettivamente da piazza della Repubblica, piazzale Aldo Moro e piazzale Ostiense, che hanno causato non pochi disagi agli automobilisti, costretti a sopportare ingorghi e chiusure al traffico. I lavoratori pubblici e della scuola della Cgil hanno marciato per raggiungere piazza del Popolo, dove si è svolto il comizio del segretario generale Guglielmo Epifani.
Studenti universitari e medi, ricercatori e docenti precari, invece, si sono mossi da piazzale Aldo Moro, davanti all’università La Sapienza, per protestare contro i tagli del governo all’istruzione pubblica. Erano stati autorizzati a sfilare solo fino a piazza della Repubblica o a seguire l’itinerario del corteo della Cgil. Invece hanno fatto di tutto e di più. Davanti all’ambasciata Tedesca hanno esposto uno striscione e acceso fumogeni per solidarietà agli studenti tedeschi, che hanno occupato le università in Germania, ma sono stati sgomberati dalla polizia. Poi, dopo aver superato piazza dei Cinquecento, pur non avendo avuto il permesso della Questura, hanno annunciato di voler raggiungere il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere, insieme a numerosi studenti delle scuole medie superiori partiti invece da piazzale Ostiense anche loro senza autorizzazione.
A piazza della Repubblica, hanno alzato le mani e cercato per ben due volte di forzare il cordone delle forze dell’ordine. Una decina di ragazzi è finita a terra, rialzandosi subito. Tafferugli e scontri tra gli studenti dell’Onda e la polizia si sono verificati anche in via XX Settembre, nei pressi del ministero dell’Economia, altra meta dei giovani. Negli scontri uno studente è stato colpito a un occhio e due sono caduti. Gli agenti, intervenuti con due blindati, hanno nuovamente cercato di bloccarli, ma alcune migliaia sono riusciti ad arrivare davanti al ministero al grido: «Noi la crisi non la paghiamo».
Tutto intorno, intanto, la città impazziva. Al passaggio dei manifestanti, infatti, i vigili urbani hanno provveduto a chiudere le strade a soffietto, a iniziare da piazza Indipendenza, piazzale Aldo Moro, via XX settembre, piazzale dei Partigiani, viale Trastevere. Il traffico, meno intenso di giovedì, si è fatto comunque sentire, in particolare sui Lungotevere, intorno alla stazione Termini e a Porta Maggiore, con ripercussioni fino al Grande Raccordo Anulare.
Da oggi scatta la tregua firmata tra il sindaco e i sindacati, Cgil esclusa. Ieri il primo cittadino, in visita a Londra, ha commentato le notizie delle tensioni durante i cortei. «Gli incidenti dimostrano che i problemi per la città non dipendono da un’inerzia dell’amministrazione, del prefetto o delle istituzioni - ha detto Alemanno - ma dal conflitto di natura politica e comportamentale di alcune fasce della nostra società, che rifiutano la regolamentazione delle manifestazioni».