Tre donne-coraggio nel Portogallo buio

Con una prosa e un ritmo che ricordano Gabriel García Márquez e Jorge Amado (ma senza imitarli), Romana Petri si è immersa in una storia familiare che poggia su tre donne. Il suo ultimo romanzo, Ovunque io sia (Cavallo di Ferro, pagg. 622, euro 17,90) è un omaggio intimo al Portogallo, sua seconda patria, il Paese che ha solcato povertà e soprusi, fino alla svolta democratica del 1974. Le donne si stagliano per la loro determinazione di vita. Al confronto gli uomini sono esitanti, in bilico tra violenza e arrendevolezza. C’è a esempio Manuel che scrive all’amata in modo affettuoso, salvo poi scivolare nell’indifferenza quando le è davanti: «La lontananza creava un effetto di sdoppiamento, la necessità di essere un altro». È lo stesso travestimento degli impiegati della dittatura.