Tre donne scrittrici e una provocazione

Rapallo scalda i motori per la ventottesima edizione del premio letterario nazionale per la donna scrittrice «Rapallo Carige», in programma sabato 23 giugno alle 18 nella suggestiva cornice di Villa Tigullio. Il vernissage della manifestazione, ideata dal giornalista Rai Pier Antonio Zannoni in connubio con Banca Carige, è avvenuto ieri mattina nella prestigiosa sede milanese dell'istituto bancario alla presenza del vicepresidente della banca Alessandro Scajola, del sindaco di Rapallo Giorgio Costa, dell'ideatore Pier Antonio Zannoni, della scrittrice e giornalista Isabella Bossi Fedigrotti e di due delle tre scrittrici finaliste, Laura Bosio e Francesca Melandri. «Sento particolarmente questo evento essendo un rapallino che ha lavorato una vita in Carige - ha confessato Giorgio Costa, sindaco di Rapallo dallo scorso 22 maggio -. Oggi serve questa cultura di qualità che affiancata ad un sostegno economico genera turismo in tutta Rapallo». «Ci auguriamo che Costa possa portare il sole dopo che le ultime due edizioni sono state caratterizzate dalla pioggia - ha ironizzato Alessandro Scajola -. Oggi siamo orgogliosi di questo premio che ha visto passare tante scrittrici di qualità che hanno usato Rapallo come trampolino di lancio. Mi preme sottolineare anche l'altissimo livello della giuria tecnica che si è sempre contraddistinta per la trasparenza nelle scelte». Dopo ventotto edizioni la scrittrice Isabella Bossi Fedigrotti ha lanciato una provocazione per il futuro della manifestazione, ovvero l'apertura agli uomini del concorso fino ad oggi riservato solo al gentil sesso. «Rispetto a ventotto anni fa i tempi sono cambiati e oggi, anche per una serie di fenomeni sociali, è sempre più difficile distinguere la scrittura di un uomo da quella di una donna - ha osservato -. Per questo mi chiedo quanto dovremo aspettare per vedere un premio anche per gli uomini?». Per adesso il format «rosa» è al sicuro, ma chissà che un domani quella che oggi appare una provocazione non possa diventare un'idea percorribile.
Nell'edizione di quest'anno delle 107 opere pervenute alla giuria tecnica del premio sono rimaste in gara tre finaliste (il cui ordine definitivo sarà sancito a Rapallo il 23 giugno dalla giuria popolare) mentre altre tre hanno già ricevuto un riconoscimento. I libri che concorrono per il primo premio sono: «Le notti sembravano di luna» di Laura Bosio, «Più alto del mare» di Francesca Melandri e «Dove finisce Roma» di Paola Soriga. «L'amore imperfetto» di Irene Di Caccamo si è invece già aggiudicato il «premio opera prima», così come «La donna dal cappotto verde» di Edith Bruck ha conquistato il «premio speciale della giuria» e «Fanuel Nuti - Giorni davanti a Dio (2° tomo 1940-1958)» di Elena Bono il premio speciale fuori concorso «alla carriera». «La terna finale è rappresentata da tre libri molto diversi tra loro e ambientati e tre periodi storici differentemente importanti per la storia italiana - ha spiegato Pier Antonio Zannoni -. I primi anni Sessanta del boom economico fanno da sfondo all'opera di Laura Bosio, incentrata sulla storia di Caterina, una bambina di 10 anni di un paesino del Nord che sogna di correre il Giro d'Italia come Alfonsina Strada. L'onda del terrorismo della fine degli anni Settanta fa invece da cornice al libro di Francesca Melandri, che racconta la dimensione privata di due persone completamente diverse che si incontrano andando a far visita ai rispettivi familiari rinchiusi nel carcere dell'Asinara». «Rispetto alle altre due scrittrici Paola Soriga è alla sua opera prima - ha concluso Zannoni -. Il suo libro ripercorre gli anni della Resistenza a Roma visti con gli occhi di una ragazza di oggi». Tre temi completamente diversi anche per le opere già premiate. «L'amore imperfetto» di Irene Di Caccamo parla dei sentimenti di Gioia, giovane moglie tradita e abbandonata che dovrà fare i conti con una gravidanza, la morte e le lezioni di vita della domestica straniera.
«La donna dal cappotto verde» di Edith Bruck narra invece la vicenda di Lea, un'anziana superstite dei lager nazisti che vive a Roma dove una mattina le sembra di rincontrare un kapò nel suo campo di concentramento: da questo incontro partirà un viaggio a ritroso che porterà Lea a provare dal sentimento d'odio al perdono verso il suo aguzzino. «Fanuel Nuti - Giorni davanti a Dio» è invece il secondo tomo del ciclo narrativo (composto da cinque tomi) «Uomo e Superuomo» di Elena Bono. Il volume racconta la storia della crisi di un uomo chiavarese in guerra che dopo aver sposato gli ideali fascisti capisce la deriva dopo aver assistito all'ingiusta fucilazione di un prete e decide così di salire sui monti a combattere con i cattolici della Resistenza.