Tre famiglie su 5 tagliano i consumi Prezzi gonfiati dai rincari selvaggi

Gli aumenti dei prezzi degli
alimentari hanno fatto cambiare le abitudini al 60% delle famiglie italiane. In dieci anni la spesa alimentare è cresciuta del 28%. L'allarme degli agricoltori: "Il 2007 un'annata nera"

Roma - "Il 2007 è stato un'annata nera". Il presidente della confederazione italiana agricoltori (Cia), Giuseppe Politi, non usa mezzi termini. Gli aumenti dei prezzi degli alimentari hanno fatto cambiare le abitudini a tre famiglie italiane su cinque in dieci anni. In particolare hanno pesato sulla spesa degli italiani i rincari di pane, pasta e latte.

Spesa sempre più magra Rispetto a dieci anni fa la spesa alimentare, che oggi si avvicina ad un quinto del reddito familiare, è cresciuta del 28%. Attualmente, in media, ogni famiglia spende per l’alimentazione circa 460 euro al mese, per una spesa alimentare complessiva di 135 miliardi di euro. Nei piatti dei nostri connazionali, come evidenzia anche l’ultimo rapporto Eurispes, ci sono, infatti, sempre meno pane, pasta, frutta, verdure e vino. Sta di fatto che nel corso dell’anno appena trascorso gli acquisti alimentari delle famiglie sono scesi, in quantità, intorno al 2% rispetto al 2006.

Tracollo dei prodotti principe Nel 2007, proprio i "prodotti principe" della dieta mediterranea hanno avuto un vero e proprio tracollo. I consumi di pane hanno registrato un calo del 7,5%, quelli di pasta del 4,6 %, di frutta del 2,8%, di verdure del 3,5%, di vino dell’8,4%, del latte del 2,3%. Ma il calo ha contagiato anche altre "voci" della nostra alimentazione: le carni bovine sono diminuite del 3,8%, quelle suine del 4,7%, il latte del 2,3%, i formaggi dello 0,6%, l’olio di semi del 6%. Pochi gli alimenti che hanno avuto una controtendenza positiva e riguardano la carne di pollo con un più 6,8%, le uova con un più 5,5%, lo yogurt con una crescita superiore al 4%, l’olio extravergine d’oliva con un incremento dell’1,5%.

Rincari ingiustificati Su tale mutamento ha inciso in maniera determinante l’impennata dei prezzi, alimentata nella stragrande maggioranza delle volte da rincari selvaggi e ingiustificati. Proprio per questo le famiglie italiane hanno preferito acquistare nei supermercati, negli ipermercati e nei discount, anche se si registra una leggera crescita negli acquisti presso i mercati rionali. Oltre ai problemi economici e ai rincari che hanno caratterizzato molti prodotti alimentari, uno dei fattori che ha condizionato la spesa alimentare degli italiani è la sicurezza e la genuinità dei cibi. Tale aspetto incide in maniera preponderante sulla classe di reddito tra i 1400 e i 2000 euro al mese.