Tre figuracce in una sola sera

(...) e quindi, in qualche modo, fosse pre-giustificato, non ha certo gestito la partita nel migliore dei modi. Come se aleggiasse una maledizione sul Genoa di Coppa Italia: imbarazzante ed eliminato dal Catania lo scorso anno, in quella che rimane la partita più sbagliata della storia di Gasperini, perchè sarebbe bastato pochissimo per trovarsi un’autostrada verso una finale che avrebbe salvato una stagione, come era capitato a Mazzarri con la Sampdoria finalista contro la Lazio; ancor più imbarazzante, anche se qualificato, contro il Grosseto quest’anno.
Anzi, dal punto di vista puramente sportivo, almeno col Catania - soprattutto nel finale della partita - si era visto un Genoa che giocava a calcio. Mercoledì sera, nemmeno quello. E se avesse vinto il Grosseto non avrebbe rubato assolutamente nulla.
Ma, per l’appunto, quella in campo è solo una delle figuracce di un mercoledì di Coppa da dimenticare. Non l’unica. Anzi, se possibile, la meno grave.
Perchè, fuori dal campo, nel mondo dei media, succedeva di peggio. Ad esempio, con la scelta di Radiorai - che normalmente copre anche i sospiri di ogni recupero di serie B - di non trasmettere la partita. E solo grazie alla diretta di Radio Nostalgia è stato possibile sapere come era andata a finire.
Ma il peggio è andato in onda (anzi, non è andato in onda) su La7, che per giorni e giorni ha - giustamente - martellato i telespettatori sul fatto che aveva acquisito i diritti per la Coppa Italia e che Genoa-Grosseto sarebbe stata la prima delle prestigiosissime dirette in programma. Fra l’altro, anche l’orario di inizio della partita alle 18, certamente inconsueto, era stato fissato proprio per venire incontro alla televisione e non sovrapporsi con l’incontro di Champions League dell’Inter che andava in diretta su Raidue alle 20,45.
Non basta: è lo stesso regolamento della Tim Cup, con l’eliminazione diretta e partite di sola andata, che rende i tempi supplementari, ed eventualmente anche i rigori, qualcosa in più di una rarità. Insomma, se si programma una partita che può andare ai rigori, occorrerebbe attrezzarsi anche per quello che succede dopo i 90 minuti. Invece, la 7 - complice il tigì di Enrico Mentana, che è il programma di punta e il più riuscito della rete - quando si è andati ai supplementari, ha avuto la bella trovata di staccare il collegamento. Rimandando tutti i telespettatori alla visione sul sito internet, che a Genova non è - come dire? - la normalità, o sui canali della rete in onda sul digitale terrestre. Piccolo particolare: Toscana e Liguria, che ospitano Grosseto e Genova, sono fra le poche regioni dove il passaggio al digitale terrestre non è ancora avvenuto e quindi sono in pochi quelli attrezzati o anche semplicemente capaci di fare il giochino del passaggio di rete.
Insomma, un disastro. Come leggere un giallo a cui un sadico ha strappato le ultime pagine con il nome dell’assassino. Fra l’altro, mercoledì per sceglierlo fra i rossoblù, c’era solo l’imbarazzo della scelta.