Tre giorni di festa per le regine del mare

Particolarmente ammirata l’«Amerigo Vespucci» che fa il pieno di visitatori

Poco importa ai genovesi se alla fine le «Regine del mare», le mitiche Tall Ships, sono arrivate al Porto antico e alla Stazione marittima trascinate più dal rombo dei motori che dalla forza del vento (?). Perché alle centinaia di curiosi assiepati fin dal mattino sui moli e sulle banchine, per un momento sarà sembrato di rivivere le strepitose avventure sui mari descritte da Patrick O’Brian nei suoi libri. Solo che al posto del brigantino Sophie di Jack Aubrey (capitano di corvetta di Sua maestà britannica) c’erano in tutto il loro splendore l’orgoglio della nostra Marina militare, l’Amerigo Vespucci, la nave Italia, Palinuro e altri trenta grandi velieri provenienti da tutto il mondo per la conclusione della Tall Schips’ races 2007 Mediterranea: la regata dei velieri dai grandi alberi organizzata da Sti-Sail training international. Partenza da Alicante il 7 luglio, arrivo ieri a Genova dopo una «sforbiciata» al percorso di 166 miglia e nessun passaggio dall’isola di Gorgona, a causa di un forte vento di maestrale incontrato a Tolone. Prima la burrasca, poi la bonaccia hanno scompaginato i piani degli organizzatori facendo ritardare di 24 ore l’arrivo della regata. Poco male, lo spettacolo è riuscito lo stesso. Con i 33 velieri (13 dei quali di classe A, quindi oltre i 40 metri) adagiati sulle acque del porto insieme agli equipaggi composti per metà da giovani tra i 16 e i 25 anni. Tremila ragazzi di venti nazionalità diverse che a bordo imparano l’arte di navigare a vela nello spirito «decoubertiano» della manifestazione. Ovvero: promuovere e sottolineare la conoscenza e l’amicizia tra le nuove generazioni. Uno spirito colto in pieno dalla nave ecuadoriana Guayas approdata al Porto antico poco minuti prima dell 11. Ad attenderla gli oltre 400 connazionali provenienti da Milano, Torino, Roma insieme alla comunità radicata a Genova. Con 21 salve di cannone il veliero ha fatto il suo ingresso in porto, mentre i membri dell’equipaggio dagli alberi della nave hanno lanciato il «saluto alla voce». Peccato solo che una donna genovese sia stata raggiunta al petto da un colpo a salve sparato dalla nave. La donna è stata soccorsa dalla Croce rossa e medicata. Se la caverà in tre giorni. Grandi feste (anche se più misurate nei toni) per la nostra Amerigo Vespucci, una delle due navi scuola che la Regia marina decise di far costruire nel 1925, ispirandosi ai vascelli della fine del Settecento. Di buon mattino l’equipaggio era già al lavoro per lucidare gli ottoni e passare i viveri attraverso una catena umana. Alle 11,30 in piazza delle Feste l’alzabandiera ha sancito l’apertura ufficiale dell’evento davanti ai comandanti delle 33 navi. Euforico Matteo Bruzzo, presidente di Sta Italia, organizzatore delle Tall Ships in Italia: «Prima ancora che fossero ormeggiate al molo c’erano già moltissime persone. In questi quattro giorni crediamo di poter arrivare a 400mila, includendo tutti quelli che seguiranno la parata fino a Camogli martedì prossimo». È la quarta volta che le Tall Ships onorano Genova della loro presenza. Nel 1992 quando 150 velieri partirono da qui per la traversata atlantica; sei anni dopo la prima Tall Ships’ races sulla rotta Genova - Palma di Maiorca, Napoli. Nel 2000 la regata del Millennio attraverso l’Atlantico con partenze da Genova e dal Mare del Nord. «Rivederle dopo sette anni è una grande emozione» ammette il comandante Antonio Cairo presidente del comitato organizzatore. Che insieme ai capitani di tutti gli equipaggi alle 12,30 è stato ricevuto dal sindaco Marta Vincenzi nei saloni di palazzo Tursi. A partire dalle 15 si sono formate lunghe code per visitare i velieri attraccati al Porto antico e alla Stazione marittima. Tanti turisti inglesi e francesi, ma anche tanti italiani. Come una famigliola (mamma, papà, due bimbi) del Lago maggiore, che non si è mai persa una Tall ships’ races. «Genova? Bellissima. I velieri ancora di più».