Tre giovani e una donna. Le ultime vittime di chi guida ubriaco

Strage a Bergamo, il ragazzo al volante aveva bevuto: lui illeso, uccisi gli amici. Sulle strade trentanove morti nel weekend. Multe e controlli ancora non fermano chi si mette in guida dopo aver alzato troppo il gomito

Ultimo weekend di luglio. Ennesimo capitolo del libro nero della strada. Molti italiani si spostano per le vacanze e sull’asfalto rimane una lunga scia di sangue. Il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime di questo fine settimana è pesantissimo. Trentanove morti. La Lombardia, con otto morti in quindici ore, detiene il macabro primato. Dietro molti degli incidenti avvenuti, ancora una volta, l’alcol. A partire da uno dei più gravi. Domenica, intorno alle due del mattino, nella bassa bergamasca, lungo l’ex statale 11 Treviglio-Caravaggio, hanno perso la vita tre ragazzi.
Abitavano a Rivolta d’Adda e stavano tornando a casa dopo una serata passata al pub per festeggiare il compleanno di uno di loro. Improvvisamente il conducente della vettura, una Renault Clio, perde il controllo ed esce di strada, andando a sbattere contro un platano. L’impatto è devastante. I tre giovani seduti sul sedile posteriore vengono sbalzati fuori dall’abitacolo e muoiono sul colpo. Sono Jessica, di 16 anni, residente a Rivolta d’Adda, un ragazzo di 24 anni di Truccazzano nel milanese ed Emanuele, il ragazzo che quella sera festeggiava il suo ventiseiesimo compleanno. La ragazza seduta sul sedile posteriore, Simona, di 18 anni, è ancora ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Treviglio. I medici non hanno ancora sciolto la prognosi.
In seguito alle analisi di prassi, nel sangue di Paolo, il ragazzo al volante dell’auto, è stata trovata una quantità di alcol quattro volte superiore a quanto previsto dalla legge.
Non sono invece ancora chiare le cause dell’incidente, costato la vita a un ragazzo di 21 anni, avvenuto a Roma sabato notte. L’auto, con a bordo cinque ragazzi, si è ribaltata alle tre e trenta in via Ranuccio Bianchi Bandinelli, senza urtare nessun’altra vettura.
Ma la lista continua. Domenica mattina alle otto Enrico Romagnoli, 36 anni, sta tornando a casa, a bordo di un Pt Cruiser, dopo una serata con gli amici. All’altezza di Anzola, sulla via Emilia, a pochi chilometri da Bologna, invade la corsia opposta e travolge Giovanna Benni, pensionata di 69 anni, che viaggia sulla sua utilitaria. L’impatto è mortale, per la donna non c’è niente da fare. Per estrarre il corpo dall’ammasso di ferraglie della sua Panda, è stato necessario il soccorso dei vigili del fuoco. Romagnoli, praticamente illeso, è stato arrestato per omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza.
Sabato a Cremona si è svolto un canovaccio molto simile. Gianluca Guazzi, una guardia giurata di 28 anni, si sta recando al lavoro a bordo della sua moto, una Yamaha. Lungo la provinciale 10, tra Piadena e Calvatone, un giovane ventiduenne ubriaco perde il controllo della sua Punto, esce dalla sua corsia e, con la parte anteriore sinistra della macchina, travolge la moto e la scaglia in un campo a lato della carreggiata. Guazzi muore sul colpo.
Si sono salvati per miracolo due dei tantissimi agenti, impegnati nel pattugliamento delle strade questo fine settimana. Un diciottene modenese sabato notte, ubriaco, viene fermato da tre pattuglie della polizia e, cercando di fuggire, investe un agente. Il giovane è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Il poliziotto se l’è cavata con un trauma cranico, quindici punti di sutura alla testa e altri cinque a un’arcata sopraccigliare.
A un ispettore del commissariato di Desenzano è andata meglio. Dopo aver intimato l’alt a una Citroën Berlingo, ha dovuto lanciarsi a lato della strada per non essere investito. Il conducente, immediatamente arrestato, è stato sottoposto al test alcolemico. Anche lui era ubriaco.