Tre milioni di stranieri regolari Raddoppiano cinesi e rumeni

Immigrati: 10,1% in più. Salgono del 23% le cittadinanze. Un neonato su dieci non è di origine italiana

da Roma

Aumentano gli immigrati regolarmente residenti in Italia. Al primo gennaio 2007 l’Istat ne registra 2.938.922 ovvero il 10,1 per cento in più rispetto all’anno precedente, suddivisi tra uomini, 1.473.073, e donne, 1.465.849. Un incremento dovuto anche alle nascite dei figli di coppie di immigrati. Un bambino ogni dieci che nasce in Italia infatti è straniero. Nel 2006 sono nati nel nostro Paese da genitori stranieri 57.765 bimbi, l’11,1 per cento in più rispetto all’anno precedente ed il 10 per cento rispetto al totale dei nati in Italia. Complessivamente sono 398mila i cittadini stranieri residenti che sono nati nel nostro Paese e rappresentano la seconda generazione di immigrati, pari al 13,5 per cento del totale della popolazione straniera. Sempre di più i minori stranieri che all’inizio di quest’anno erano già saliti a 665.625.
Crescono pure i nuovi cittadini italiani: 35.266 nel 2006, circa il 23 in più rispetto al 2005. Poche le naturalizzazioni: si tratta in maggioranza di donne straniere che sposano italiani.
Da dove arrivano gli immigrati? Alcune cittadinanze registrano incrementi straordinari: gli ucraini sono passati in tre anni da meno di 58mila unità a 120mila; i romeni da 178mila a 342mila; i polacchi da 40mila a 72mila e gli albanesi da 270mila a 376mila. Nel complesso, i Paesi dell’area dell’Europa centro orientale, se si considerano anche Romania e Bulgaria, rappresentano ormai, con oltre 1 milione e 100mila presenze, quasi il 39 per cento della popolazione straniera residente in Italia, a fronte del 26 per cento costituito dall’intero continente africano (750mila) e del 17 dell’Asia (512mila cittadini). Boom anche per i cinesi: da 87mila a 145mila unità.
Una così massiccia presenza di regolari, il 5 per cento della popolazione totale, chiede il riconoscimento di nuovi diritti. Il presidente del Partito Immigrati Nuovi Italiani, Mustapha Mansouri, invoca per primo il diritto di voto. «Ora che i “nuovi italiani” hanno raggiunto quota tre milioni i politici non possono continuare ad ignorare le nostre esigenze - dice Mansouri -. Chiediamo i diritti politici per i cittadini residenti, che pagano regolarmente le tasse». A Mansouri replica il senatore della Lega Ettore Pirovano. «Per avere il diritto di voto, anche alle amministrative, ci vuole la cittadinanza italiana che si può ottenere dopo 10 anni».