Tre nomi e un destino da star

Nica Fiori

Elegante nel suo tailleur pantalone bianco, Sophia Loren è apparsa spontanea e disponibile, ma soprattutto sensibile e capace di emozionarsi alla presentazione della mostra «Scicolone, Lazzaro, Loren», organizzata presso il Vittoriano (fino al 7 maggio - ingresso gratuito). L’Italia tutta si riconosce intorno alla Loren, nata per caso a Roma e vissuta a Pozzuoli fino all’età di 15 anni, quando ritornò nella capitale per intraprendere la carriera cinematografica. Un sogno questo nel quale ha fortemente creduto da quando frequentava le elementari e che, secondo le sue stesse parole, è andato al di là di ogni aspettativa. Il percorso che la Loren ha fatto come artista riempie di orgoglio, anche per il numero impressionante di premi (tra cui due Oscar) che occupano un intero settore della mostra. Pur essendo diventata una star internazionale, l’attrice è sempre legata alle sue radici partenopee e della napoletanità ha dato un’interpretazione mai volgare, ma semmai sensuale, ironica e profondamente mediterranea. Nata Sofia Scicolone nel 1934, è diventata Lazzaro tra il 1950 e il ’52 perché la sua bellezza era tale da far resuscitare i morti, ma è passata poi al più esotico Sophia Loren perché in quegli anni andava di moda la Svezia. Tre cognomi per raccontare la storia di una ragazza che è entrata nell’Olimpo del cinema grazie alla sua bellezza e soprattutto alla sua bravura. L’esposizione è stata realizzata usando per l’80% materiali che appartengono all’archivio privato dell’attrice: documenti, lettere, copioni, dipinti e ritratti fotografici (tra cui quelli realizzati da grandi maestri come Avedon e Secchiaroli), fotoromanzi, manifesti cinematografici e le copertine a lei dedicate dalle più prestigiose riviste internazionali. Sono in mostra anche documenti filmati (Istituto Luce e Teche Rai) che raccontano momenti della sua straordinaria carriera, il tutto accompagnato dalla voce musicale della diva nelle sue più riuscite canzoni. Una sezione importante è quella dedicata ai vestiti che Giorgio Armani ha realizzato ispirandosi alla sua bellezza. Numerosi sono anche i costumi di scena, tra cui preziosi abiti da sera, ma anche i poveri vestitini indossati in «Una giornata particolare» di Scola o nella «Ciociara» di De Sica, la cui interpretazione le ha fatto vincere l'Oscar, il David di Donatello e molti altri premi.