Tre omicidi in pochi mesi: è il bilancio della guerra della droga in Brianza

Gli inquirenti indagano su una partita «tagliata male», forse responsabile della morte del quindicenne di Paderno

Una sola certezza: ammazzano per faccende losche, quasi certamente affari di droga, sui quali gli investigatori stanno concentrando le loro attenzioni. Dopo un periodo di relativa tranquillità è arrivato dunque il momento dei criminali di razza. Gente che non va per il sottile, perché la lezione deve essere chiara per tutti. La mattanza comincia la sera del 21 aprile scorso a Limbiate: Loris Malacrinò, 23 anni, sgarra e non salda un debito con una banda di albanesi. Pochi soldi, mille euro. Bastano per armare la mano dell’assassino che gli stronca la vita con una violenta coltellata all’inguine. Il giovane muore dissanguato. Al termine di una complessa indagine i carabinieri della compagnia di Desio intercettano il presunto assassino e lo bloccano a Milano. Nega, ma le prove raccolte dagli inquirenti lo incastrano. Il 20 maggio scorso a Capriano di Briosco, i killer fulminano con un colpo in piena fronte Calogero Lo Cascio, 41 anni, siciliano, da tempo trapiantato a Milano. Per guadagnare tempo prezioso sulle indagini degli inquirenti bruciano il corpo, ormai senza vita dentro un’Alfa 145. Il delitto è ancora in cerca d’autore. Eppure, l’ipotesi meno avventurosa è quella che il siciliano abbia pestato i piedi a qualche pezzo grosso del giro.
Anche l’albanese fulminato alcuni giorni fa a Monza, potrebbe aver fatto il passo più lungo della gamba: «cancellato» con tre colpi esplosi da distanza ravvicinata. I boss, che hanno in pugno il mercato degli stupefacenti, non scherzano. Uccidono, o fanno uccidere senza pietà. La stessa droga che ha stroncato la vita allo studente quindicenne Dario Evola, dell’Istituto «Carlo Emilio Gadda» di Paderno Dugnano? La stessa che ha paralizzato il giovane diciassettenne di Muggiò? Del resto, Antonio Pizzi, procuratore capo della Repubblica di Monza il timore l’aveva già avanzato: «Il sospetto della Procura è che ci possa essere in circolazione una partita di droga “tagliata male” crackata o mescolata ad allucinogeni sul mercato della Brianza».