Le tre Parche filano raccontando fiabe moderne

Una pièce, un racconto, il teatro. «Ho scritto questo testo per compensare una mia grande insoddisfazione di ascoltatrice: adoro sentire narrare le fiabe e amo le illustrazioni. Ma è merce rara oggi. Con le mie tre comari che ciacolano tra antico e moderno, le Maldive e Borges, angoli cottura e ordinaria ottusità, voglio creare l’atmosfera giusta per imbastire un racconto particolare». E quale luogo più giusto delle tavole del palcoscenico per sviluppare una storia in embrione e abbattere la quarta parete? Si intitola Gesualda, Marianella e ’o criaturo, regia di Nadia Baldi, lo spettacolo omaggio ad Annibale Ruccello che sarà in scena da domani all’11 aprile al Teatro Due. Interprete del racconto sarà la bruna Cloris Brosca. «Farò Gesualda, un personaggio che mi piace troppo. E dire che l’avevo scritto per un’altra persona» confessa l’attrice. Napoletana, classe 1957, la Brosca è di formazione accademica ed è tornata alla ribalta grazie alla partecipazione nella fiction Raccontami di Riccardo Donna e Tiziana Aristarco. «Quando ho iniziato a scrivere il testo di Gesualda, Marianella e 'o criaturo sono stata affascinata dal fatto che la storia parte con tre personaggi ma finisce con cinque. Chissà che bestia diventerà alla fine». La vicenda si sviluppa in palcoscenico, regno incontrastato della finzione, spazio in cui la realtà è libera di circolare anche sotto mentite spoglie. Come le mitiche Parche, tre donne in nero filano in proscenio alimentando vicende di comuni mortali tra convenzioni e consuetudini, dipanando vite, permettendo connivenze, annunciando sorprese. Finché, magia del palcoscenico, tra le maglie del racconto un personaggio decide di fare la sua incursione, materializzandosi. E non sarà il solo. In scena con Cloris Brosca ci saranno Anna Contieri, Silvia Santagata, Ada Totaro, e Lia Zinno.