Tre partiti esclusi dalla «gara» per Tursi

«Italiani nel mondo», «Movimento dei diritti» e «Dc libertas» pronti a fare ricorso

«Italiani nel mondo» del senatore Sergio Di Gregorio, «Movimento dei diritti» della battagliera Rita Erba, «Dc Libertas», il vecchio scudocrociato, di Annamaria Panarello. Sono tre le prime vittime della legge elettorale. La mannaia della commissione, presieduta dal viceprefetto Tancredi Bruno di Clarafond, ieri pomeriggio ha stabilito definitivamente che questi movimenti non parteciperanno alla corsa alla poltrona di sindaco di Genova. La decisione è arrivata poco prima del sorteggio di candidati e liste per stabilire l'ordine numerico nei manifesti e nelle schede di votazione. Bruno di Clarafond non ha voluto spiegare ufficialmente il motivo delle decisioni trincerandosi dietro a un no comment. Dopo meno di un'ora è scoppiata la prima polemica. Se Rita Erba sabato mattina, alla scadenza delle presentazioni delle firme, si era già accorta che non ne aveva di numero sufficiente, almeno cinquecento, ieri sera Franco Di Sisto e Lorenzo Carrozza, della Dc Libertas, si sono rivolti al magistrato e hanno minacciato denunce per non avere ottenuto alcuni documenti dalla commissione elettorale.
«Abbiamo presentato circa 650 firme - dicono gli scudocrociati - ce ne hanno accettate 547, ma poi la commissione ne ha cancellate un'altra cinquantina. Risultato, siamo a 495 firme e siamo esclusi dalla corsa al Comune, mentre alla Provincia non ci hanno esclusi e le firme ritenute valide sono più o meno le stesse. Inoltre il primo documento rilasciato dal Comune riguardava la Dc di Rotondi. Poi si sono accorti dell'errore e ci hanno rifilato un altro documento con una fascetta di correzione, data e timbri. Se si lavora in questo modo, che garanzie hanno gli elettori? Alla fine non siamo ancora riusciti a vedere le carte complete che riguardano la decisione negativa della commissione elettorale. Se non saremo convocati entro domani sera, come prevede la legge, denunceremo i responsabili in tribunale».
Anche «Italiani nel mondo», intanto, ha annunciato ricorsi e minacciato denunce: «Sono sparite misteriosamente alcune cartelle con 200 firme a sostegno delle candidature, potremmo bloccare le elezioni!». Oltre alle tre liste escluse dalla corsa per la poltrona di sindaco, ne sono state cancellate altre per la corsa a presidente dei Municipi. Stavolta si è potuto sapere i motivi che riguardano, essenzialmente, il mancato raggiungimento di un terzo delle quote rosa. L'«Italia dei Valori» è stata esclusa dalla municipalità della Valpolcevera, i «Pensionati» di Bertone sono stati esclusi dalle municipalità del Centro Est, Centro Ovest, Valbisagno.
Ecco l'elenco dei candidati sindaci e delle liste in ordine di sorteggio. Musso è al quarto posto, Vincenzi all'ottavo. La posizione numero uno è andata a Giuseppe Aloni dei Pensionati italiani e repubblicani; di seguito, nell’ordine, Maurizio Parodi (Partito comunista dei lavoratori), Federica Sattanino (Mil), Enrico Musso (Pensionati, Forza Italia, Lista Biasotti, Udc, Alleanza nazionale, Lega nord), Massimo Chiesa (Italia di mezzo), Alessandro Casareto (Nuova Dc per le autonomie), Michelangelo Enrico Trombetta (Lista Pigreco), Marta Vincenzi (Comunisti italiani, Verdi, La nuova stagione, Udeur, Italia dei valori, Sdi, Rifondazione comunista, Ulivo, Pensionati di Bertone), Stefano Budria (Città partecipata), Angelo Riccobaldi (Forza nuova). L'algoritmo scelto per i sorteggi, col massimo possibile di combinazioni, è stato quello di assegnare a ogni elemento, lista o candidato, un numero generico «creato» da una funzione che utilizza una combinazione di informazioni non prevedibili e non riproducibili e ordinare gli elementi in ordine crescente in modo da generare una permutazione generale di questi elementi. L'algoritmo scelto presenta caratteristiche di elevatissimo range di combinazioni, altissimo livello di distribuzione omogenea, rapidità di esecuzione. Elementare, no?