Tre portafogli per il nuovo anno

I consigli degli esperti per non rischiare troppo e cogliere le occasioni dei mercati Gli investimenti in azioni, obbligazioni e fondi per patrimoni piccoli e grandi<br />

Meglio i Bot, i fondi comuni o le azioni? Non c’è una ricetta unica valida per tutti. Dipende dalla propensione al rischio, dall’orizzonte temporale, dal capitale che si è disposti a investire. Lo stile d’investimento di chi è disposto a far fruttare qualche migliaio di euro è diverso da quello di chi può affidare un milione a un private banker, un professionista in grado di costruire un portafoglio su misura del cliente e di seguirlo passo passo consigliandolo nelle scelte. Per affrontare il 2009 senza andare incontro a rischi eccessivi ma provando a cogliere le occasioni dei mercati, il Giornale ha messo a punto, con l’aiuto di tre super esperti, tre portafogli tipo adatti a tre diversi patrimoni: 10mila, 100mila e un milione di euro. L’assunto di base è che al crescere del patrimonio aumenta anche la propensione al rischio e l’orizzonte temporale (chi ha un patrimonio consistente più difficilmente può trovarsi a dover liquidare l’investimento per far fronte a una spesa imprevista). I tre «consulenti» sono Angelo Drusiani, responsabile investimenti della banca Albertini Syz e specialista in investimenti obbligazionari, Pietro Giuliani, presidente del gruppo di gestione del risparmio Azimut e Piero Verzetti, direttore investimenti della banca Akros (gruppo Bpm). Di questi tempi la parola d’ordine di tutti i money manager è la cautela, ma non mancano i suggerimenti relativi al mercato azionario, alle obbligazioni societarie e a strumenti innovativi come i fondi quantitativi, che investono sulla base di modelli matematici.
Per quanto riguarda titoli di Stato e obbligazioni la discesa dei tassi ha diminuito i rendimenti, per questo tra gli investimenti consigliati ci sono i Buoni del Tesoro poliennali (Btp), che offrono cedole un po’ superiori ai Bot e potranno rivalutarsi in termini di prezzi a seguito di un ulteriore taglio da parte della Banca centrale europea per ridare slancio all’economia: «I titoli di Stato italiano sono in assoluto quelli che rendono di più. Il consiglio è di andare sulle scadenze fino a tre anni, perché credo che i tassi in Europa scenderanno ancora, mi aspetto che arrivino all’1,5% (dal 2,5% attuale ndr) nei prossimi 3/6 mesi», dice Drusiani. Per l’esperto una buona scelta è rappresentata anche dai Ctz, titoli biennali senza cedola (l’interesse è dato dalla differenza tra il prezzo d’acquisto e quello di rimborso). Non manca qualche obbligazione societaria: «Hanno rendimenti interessanti - dice il gestore -. Prendiamo le grandi banche italiane, a meno che si pensi che debbano fallire, ma mi sembra evidente che non sarà così, ora si acquistano titoli con un buon merito di credito e rendimenti superiori al 5%». Le obbligazioni societarie sono anche nel portafoglio da un milione. Verzetti suggerisce quelle dell’americana General Electric, della francese Vivendi (a tasso variabile) e dell’italiana Edison (a tasso variabile), tutte in euro e con scadenze tra i due e i quattro anni e rendimenti superiori al 5%. Il portafoglio più ricco contiene anche una buona percentuale di azioni: tra i settori più promettenti secondo Verzetti ci sono i petroliferi, che continueranno a dare dividendi interessanti e beneficeranno di un’attesa ripresa del prezzo del petrolio, i bancari, super sacrificati e il settore cementiero e delle costruzioni che trarrà vantaggi dalla ripresa della spesa globale per infrastrutture. È tutto dedicato ai fondi comuni invece il portafoglio da 100mila euro. È una soluzione che permette un’ampia diversificazione a costi contenuti: Giuliani per il 2009 investirebbe il 35% del patrimonio in fondi super prudenti, quelli di liquidità e monetari e il restante 65% in fondi (sono compresi i fondi attivi «flessibili» e i «quantitativi») che colgono le diverse opportunità dei mercati obbligazionari e azionari internazionali.