Tre settimane nel segno di Mozart

L’attrice reciterà in un «melologo» anche testi di Savinio e Da Ponte

Pietro Acquafredda

L’incontro con Mozart era già scritto nel destino della grande attrice Anna Proclemer. Per un tempo della sua vita si fece addirittura chiamare Anna Mozart, quando la censura fascista le impose di modificare il cognome perché suonava straniero. Divenne dunque Anna Mozart - «mi presero per matta», ricorda divertita l’attrice -, poi Anna Vivaldi, prima di riprendere il suo cognome d’origine.
Come si vede Mozart e la musica sono fondamentali nella vita e nella professione di Anna Proclemer, che per un periodo ha studiato pianoforte (ma avrebbe preferito il violino). Al punto che la scorsa stagione teatrale, in combutta con il musicologo Cesare Scarton e il pianista Antonio Sardi de Letto, ha deciso di debuttare in uno spettacolo intitolato «Anna dei Pianoforti», ispirato ad Alberto Savinio; uno spettacolo di parole e musica, come è di moda oggi. Alcuni racconti di Savinio, fra cui il celeberrimo esilarante «La Pianessa» - storia di una cinquantenne, nubile, che riorganizza la sua vita, vincendo anche la solitudine, grazie alla musica del «Don Giovanni» mozartiano - intrecciata a musiche dello stesso Savinio e di Mozart, Bach, Chopin.
Questa esperienza, esportata con successo dal teatro Argentina al Maggio Fiorentino e a Milano, ha convinto l’Accademia di Santa Cecilia ad affidare a colei che un tempo si chiamava Anna Mozart il prologo del «Festival K», il festival mozartiano alla seconda edizione, che si inaugura questa sera con una grande festa, a partire dalle 19 (l’ingresso è gratuito), nella sala Santa Cecilia dell’Auditorium, e che avrà il suo momento clou nella proiezione del noto film-opera di Joseph Losey, «Don Giovanni», amatissima e suggestiva trasposizione cinematografica del capolavoro mozartiano (diretto da Lorin Maazel, con interpreti vocali Kiri Te Kanawa, Edda Moser, Josè Van Dam, Teresa Berganza e Ruggero Raimondi nel ruolo del protagonista). La pellicola è interamente girata nello scenario delle Ville Palladiane venete, a loro volta teatro delle avventure del Casanova, storica incarnazione del mito del seduttore.
L’apertura del festival - che terminerà il 29 - avrà la seguente scansione: innanzittuto l’esibizione festosa della Banda dell’Esercito; seguirà Proclemer, accompagnata dal pianista Antonio Sardi de Letto, che racconterà il suo «Mozart», riprendendo il rito delle presentazioni mozartiane «d’autore» che, secondo esperienza, l’anno scorso parvero più gradite agli organizzatori che al pubblico, e che precederà anche i concerti nelle diverse serate del festival, a cui parteciperanno Corrado Augias, Philippe Daverio, Luca Zingaretti, Ferzan Ozpetek, Michele dall’Ongaro tra gli altri. Anna coglierà suggestioni e rimandi musicali da celebri testi dell’amato Savinio, ma anche dalle lettere di Mozart e dal librettista Da Ponte. Lo stile sarà quello del «melologo» (musica e recitazione), apprezzato anche da Mozart, e nel cui genere la storia ci ha conservato esempi eccelsi seppur rari.
Infine, la proiezione del film di Losey cui, oltre che ad Amadeus di Forman, va il merito della riscoperta mozartiana degli ultimi anni, introdotta da Renato Nicolini, ex assessore alla Cultura del Comune.