Tre spari simultanei nel buio Ed è festa per il capitano-eroe

Due pirati fanno l’errore di mettere fuori la testa dalla scialuppa dove tengono in ostaggio il capitano Richard Phillips. Un terzo bucaniere somalo gli punta un fucile mitragliatore Ak 47 alla schiena pronto a tirare il grilletto. I tiratori scelti dei Navy Seals, i corpi speciali della marina americana, non aspettano oltre. «One shot, one kill», un colpo, un morto è il loro motto: un tiro simultaneo, in mezzo al mare, centra in pieno i sequestratori. «Tango 1, 2, 3 neutralizzato» confermano nella cuffia radio a bassa frequenza che li collega fra loro, dopo aver fatto fuoco. «Tango» è il nome in codice per indicare gli obiettivi.
Un’operazione da manuale, che ha messo fine al sequestro del capitano della Maersk Alabama, la nave mercantile presa d’assalto la scorsa settimana al largo della Somalia. I pirati hanno fallito l’arrembaggio, ma si sono portati via il comandante. Si trovavano da mercoledì su una scialuppa di soli 5 metri e mezzo nell’Oceano Indiano. L’operazione speciale scatta con un distaccamento di Navy Seals, almeno una dozzina di uomini, paracadutato in mare. I marinai della nave da guerra Usa Bainbridge, che tallonano i pirati, li recuperano nella notte e li portano a bordo. I bucanieri minacciano di sparare all’ostaggio, ma sono controllati dal cielo. «Con i satelliti, aerei a pilotaggio remoto o ad alta quota non li hanno mollati un attimo» racconta al Giornale una fonte dei corpi speciali italiani. A bordo della scialuppa 4 pirati, fra i 16 ed i 20 anni. Il più giovane, rimasto ferito a una mano durante l’assalto alla nave mercantile, chiede e ottiene di venir curato a bordo del cacciatorpediniere. I suoi amici diventano nervosi e sparano contro le lance di rifornimento americane, che portano acqua e viveri. Sabato il mare si ingrossa e la scialuppa finisce il carburante. A questo punto scatta la trappola. La nave da guerra Usa si offre di trainare i pirati con una cima lunga un centinaio di metri. Le tre squadre di franchi tiratori dei Navy Seals, composte da 6 uomini si piazzano ben nascoste a poppa della Bainbridge. Ogni squadra è composta da un cecchino e dallo «spotter», un secondo che fa da osservatore ed indica con il telemetro laser distanza o velocità del vento. «Lo spotter illumina il bersaglio con un raggio laser visibile solo alla squadra, che dà la traiettoria al tiratore scelto» racconta la fonte del Giornale. Grazie a sofisticati intensificatori di luce e camere termiche i tiratori scelti riescono a «vedere» le sagome dei pirati e dell’ostaggio dentro la loro imbarcazione. Nella notte fra sabato e domenica i marinai americani recuperano poco alla volta il cavo di traino della scialuppa, riducendo la distanza da 100 a 30 metri. I tiratori scelti si dividono gli obiettivi. Due pirati sporgono la testa dall’imbarcazione. Il terzo bucaniere punta la canna del mitra alla schiena dell’ostaggio, e un cecchino dei Navy Seals lo inquadra, oltre l’oblò. «Se ritenete che la situazione stia degenerando e che la vita del capitano Phillips sia in pericolo, intervenite» aveva autorizzato sabato notte Obama. Il nucleo di comando dà subito l’ordine di far fuoco. I tre sequestratori del mare vengono uccisi sul colpo.
In America si celebra «l’operazione perfetta» della marina. «Condivido con l’intera nazione l’ammirazione per il coraggio del capitano Phillips. È un modello per tutti gli americani». dichiara subito il presidente. Giornali e tv si gettano sulla figura dell’indomito capitano, autore anche di una tentata fuga a nuoto, finita con una nuova cattura. Esultanza anche per la prova di efficienza delle truppe speciali. Poco importa che il sotto segretario alla Difesa Gates faccia notare che i rapitori erano giovani tra i 17 e i 19 anni senza addestramento, anche se muniti di armi pesanti. Oggi l’America è contenta. E soddisfatto è anche Obama, che supera senza danni il suo primo test nel campo della sicurezza, in campagna elettorale il suo tallone d’Achille.