Tre stupri in 20 giorni A Roma è sempre allarme sicurezza

RomaAncora uno stupro, nell’hinterland della capitale. Di gruppo, anzi di massa. Perché quanto hanno fatto in cinque ad una povera ragazza e al suo fidanzato in un campo infangato di Guidonia è inaudito. Dirla violenza bestiale offende la natura e la vita, perché nessun animale tocca mai tali abissi di cattiveria e perversione. Arancia Meccanica, a confronto di questa realtà è davvero un film. E il racconto delle due vittime, lei in particolare, lascia sgomenti e attoniti, ammutolisce i romani. Che solo il giorno prima avevano dovuto registrare lo stupro di una donna che era scesa dall’autobus a Primavalle, in periferia. Dopo un’altra donna molestata pesantemente in Piazza Sempione, a Montesacro, e un trans brutalmente violentato sulla Tiburtina. Per fermarci a Capodanno, festeggiato con tre violenze sessuali nel territorio provinciale. E su questo scenario di violenza, sangue e sesso laido, sui muri della città campeggiano grotteschi i manifesti in giallo e rosso che sbandierano «i numeri di Alemanno: 20% reati in meno», con l’annuncio beffardo che «Roma riparte».
Sì, riparte dalla sicurezza, che era la promessa principale per cui il centrodestra ha ottenuto il governo anche di Roma. Il sindaco Alemanno, prima di Natale, era giunto a vantare che in otto mesi «i reati sono quasi dimezzati». È uomo d’onore il sindaco, ma forse sono diminuiti drasticamente i reati senza violenza, le piccole truffe, i furti con destrezza. O forse è stato troppo ottimista e intempestivo, provocando così la ubris degli dei. Perché il quadro si fa ancora più desolante con la riscoperta delle spranghe e bottigliate tra balordi a Campo de’ Fiori, e infine l’oltraggio e i danni ai negozi di commercianti ebrei al quartiere Africano, a Piazza Bologna, all’Appio Latino, col demenziale intento dichiarato di sostener la causa palestinese.
Quanto è successo giovedì sera sul tardi nella campagna desolata di Guidonia, città dormitorio a 30 chilometri dal Campidoglio, non ha ancora un epilogo giudiziario: 150 carabinieri stanno setacciando la zona e gli svariati campi nomadi che con le baraccopoli accompagnano il Raccordo anulare. Si spera che li prendano presto, perché dopo il fattaccio son fuggiti a piedi lasciando numerose impronte sul ciglio infangato dello stradone. Quattro erano incappucciati, il quinto non sarà facile riconoscerlo, per come si son mossi. «Parlavano con un accento dell’Est», hanno riferito le vittime, ancora ricoverate al Pertini. Forse son romeni, forse chissà, c’è ormai tanta follia aggressiva a contagiare questo nostro mondo che se fossero italiani col guizzo perverso del depistaggio... In fin dei conti, lo stupratore della festa sponsorizzata dal Comune a Capodanno, Nuovo Amore ’09, s’è rivelato un ragazzo di Fiumicino, di buona famiglia.
Quanti sono i fidanzati che per scambiarsi tenerezze e intimità, non trovano altro rifugio che la macchina coi finestrini appannati? Lei 21 anni, impiegata, lui 24 operaio, l’altra sera erano andati ad amoreggiare lungo una stradina di campagna, lontano da tutti. All’improvviso si son visti sfondare il parabrezza, strappati all’abbraccio e minacciati da quei cinque assatanati con coltelli e cacciaviti. Botte, urla, calci e terrore. Han massacrato l’uomo rinchiudendolo nel bagagliaio, legato con la sua sciarpa. Poi, afferrata lei come preda di caccia, han messo in moto l’auto spostandosi in un posto ancor più isolato e lontano. Si son fermati e han ripreso a massacrare la ragazza, quindi l’hanno stuprata, violentata e offesa nelle carni e nell’anima. A turno, tutti e cinque, per un tempo infinito. E se ne sono andati, a piedi.
Riuscite a immaginare lo sconfinato dolore, l’umiliazione, la voglia di scomparire in quei due ragazzi che si son trascinati al buio, nell’erba fradicia e nel fango, prima di trovare una trattoria dove invocare aiuto? «Si sono avventati su me e sul mio ragazzo con una furia disumana, ho provato ad urlare, a resistere, a cacciarli - ha raccontato lei -, ma ero terrorizzata e poi improvvisamente mi è mancata la forza fisica... È stato l’abisso, dapprima urlavo con quanto fiato avevo in gola, poi ho capito che nessuno poteva sentirmi. Ho chiuso gli occhi ed ho sperato che tutto finisse il più presto possibile». Lui, raccontano i militi, «è pieno di rabbia e sensi di colpa per non essere riuscito a difenderla».
Volete una perla di quanto siano fuori dal mondo i nostri politici, e di quanto il fato si faccia beffe di essi? Filippo Lippiello, sindaco di Guidonia, centrosinistra, proprio ieri mattina s’è dimesso, insieme a 17 consiglieri. «Ma non è per lo stupro», ha precisato il primo cittadino, «bensì per le profonde divergenze nella maggioranza». Francesco Lollobrigida, Pdl, assicura che «Guidonia sarà governata dal centrodestra». Purché non finisca come a Roma, almeno per gli stupri...