Trecento firme per avere tram più puntuali

La protesta dei dipendenti comunali, stanchi di arrivare in ritardo al lavoro a causa dei disservizi della linea urbana

Una lotta «per arrivare puntuali al lavoro». La guerra all’orologio, che in mezzo al traffico sembra girare più in fretta, l’ha lanciata il delegato dell’Rsu (la rappresentanza sindacale unitaria) del Comune Gianni Zin. E in due giorni ha trovato immediatamente trecento colleghi-alleati. Tutti uniti nel chiedere, al sindaco Letizia Moratti in primis e poi all’assessore alla Mobilità Edoardo Croci e all’Atm, di potenziare i passaggi dei tram lungo la linea 14 e degli autobus «68», che dalla fermata in piazza Conciliazione raggiungono il palazzo comunale di via Bergognone in circa quattordici minuti.
Un rivolta nata un po’ per caso. Il sindacalista nelle scorse settimane ha raccolto nei corridoi le proteste di diversi lavoratori in via Bergognone, soprattutto donne, che protestavano perché per colpa dei ritardi dei mezzi pubblici sono costretti a timbrare spesso in ritardo il cartellino e devono recuperare a fine turno i minuti persi. Zin ha pensato di raccogliere firme per chiedere il potenziamento dei mezzi pubblici, non immaginando di raccogliere in appena due giorni ben trecento nomi di dipendenti infuriati (sui 350 che lavorano nel complesso comunale). Le ha già protocollate e nel giro di qualche giorno finiranno sul tavolo del sindaco. «I dipendenti - spiega Zin - chiedono solo di essere messi in condizione di arrivare in orario al lavoro». Tra l’altro, quella collaborazione tra pubblico e privato che spesso viene invocata, in questo caso è nata in modo assolutamente spontaneo: il rappresentante sindacale è venuto a sapere infatti che anche la società Deloitte, un’azienda di via Tortona - dunque vicina al palazzo comunale - e che conta numerosi dipendenti, ha avanzato la stessa richiesta. Già che ci sono, i comunali chiedono anche una pensilina per non aspettare il tram sotto la pioggia.