Trecento giorni di derby per sapere se Gasp e Max fanno piangere o ridere

Sneijder se ne va. E c’è da piangere? Cassano se ne va: qui c’è solo da ridere. Potrebbe cominciare così il primo derby nei 300 giorni da derby che ci attendono. Trecento? Non sono un po’ troppi? Si rischia l’overdose. Ma questo racconta il calendario del calcio nostro. Si parte con la prima partita che conta (leggi solo Supercoppa), che vale un po’ di ottimismo ed anche di trionfalismo: i campioni d’Italia contro i campioni del mondo. Per finire alla penultima di campionato (6 maggio) con la sfida di una stagione.
E se vogliamo allargarci con l’ottimismo, perché non puntare al derby del sogno: la finale di Champions League. Senza distaccarci (realisticamente) dall’idea di un derby di consolazione, magari una finale di coppa Italia. Nel mezzo il derby del post panettone (15 gennaio) che, si presume, mangeranno tutti (scommettiamo che ce la faranno anche Allegri e Gasperini? anche se il Gasp non è messo benissimo con i bookie che lo danno a 3,85) e magari servirà a lanciare la volata.
Milano è tutta un derby: si va dal calcio mercato al calcio mancato, che sarebbe quello dei famosi Top class che qui non arrivano più. Semmai qualcuno pensa già ad andarsene: non solo Sneijder, oppure Eto’o, ma vedi anche alla voce Pato. E chissà che, il prossimo anno, Thiago Silva (il più grande stopper del mondo, l’idea condivisibile è di Nesta) non si faccia prendere da qualche prurito. Ma andiamo con ordine: si parte dal derby dei lavori in corso, che poi sarebbe quello di sabato, squadre sottosopra, i sudamericani strappati alle vacanze, e nel corso della stagione scopriremo con quali risultati, poche novità e un po’ di muffa, due allenatori che fanno derby (loro sì) nel rifilarci ovvietà oratorie, i due capo branco, Eto’o e Ibrahimovic, che hanno già la bava alla bocca: il derby del gol ce lo garantiranno quei due, 300 giorni per fare a spallate.
Derby dei cannoni (ma quella era altra Milano e si giocava all’Arena) e dei cannonieri. Oggi abbiamo un bel gruppo di brasiliani e argentini, gente (non solo questi) che nel tempo ha fatto la storia della Milano by football, eppure ora tutto sta racchiuso in uno svedese scontroso e in un africano in doppio petto. Cambiano i tempi.
Stavolta il derby ci dirà chi sta meno peggio, non certo chi sta meglio. Rischiamo di esportare brutto calcio, ed è un peccato: bastava scegliere miglior data. Probabilmente la sfida vera se la stanno giocando Galliani e lo staff dirigenziale dell’Inter: ciascuno a conquistarsi relazioni pubbliche e pubblicità. L’Inter parte favorita, avendo lavorato negli anni a Pechino e dintorni. Il Milan sta cercando di recuperare frettolosamente e furiosamente: l’operazione simpatia sta procedendo. Ma poi cosa ne seguirà? Comunque vada sarà un susseguirsi di dubbi, polemiche e rinvii a miglior data.
E non finirà mai. Per esempio, riusciranno i nostri eroi a rispondere a qualcuna di queste domande? Chi mollerà prima tra Zanetti e Nesta, tutti e due fanno correre la carta d’identità, ma poi sono sempre lì, fra i migliori in campo: due colonne, ma nel senso vero della parola. Vedrete che anche stavolta non mancheranno di farcelo notare. Riuscirà Ranocchia ad essere il vero erede di Nesta in nazionale? Da come si sta rappresentando non pare proprio e c’è il rischio che la difesa ideata da Gasperini lo metta ancor di più in difficoltà. Chi sarà più decisivo quest’anno: Ibra o Eto’o? Pato o Pazzini? Robinho o Alvarez? Gasp e Max faranno piangere o faranno ridere?
Eppoi: riuscirà il Milan a farsene una ragione se Cassano tornerà nell’amata Genova? La risposta è banale, intanto vediamo quando parte. Riuscirà l’Inter a farsene una ragione dell’eventuale partenza di Sneijder? Basterà acquistare un giocatore di pari qualità e più continuo. L’olandesino cominciò la sua storia milanese con il derby: esordio e successo per 4-0, pareva il segno del destino. Appunto, come il derby di domani: gioca e magari se ne va. Il segno di un ingombro, soprattutto ora che è riuscito a litigare con Eto’o per un posto privilegiato in aereo. Se lo sono detto in bello (mah!) stile: uno è davvero di troppo.