Tredicenne ucciso, un adulto indagato per omicidio

Una spranga l’arma usata per colpire a morte il giovane Francesco

da Enna

Nell'inchiesta per la morte di Francesco Ferreri, il tredicenne di Barrafranca ucciso a colpi di spranga, anche uno degli adulti indagati sarebbe accusato di omicidio volontario in concorso con ignoti, stesso reato contestato al quattordicenne compagno di scuola della vittima. Nell'indagine figurano altri due indagati: il fratello sedicenne del ragazzino e un altro adulto di 41 anni: per questi ultimi non si conosce ancora il reato contestato. Entrambi i maggiorenni sono i padrini di cresima dei due fratelli. L'uomo accusato di omicidio ha subito il sequestro della macchina qualche giorno dopo il ritrovamento del cadavere. Pare che il Ris di Messina abbia rinvenuto tracce di sangue sulla vettura, mentre circolano voci insistenti sul ritrovamento dell'arma del delitto, una spranga di metallo, ma gli inquirenti non confermano né smentiscono. Intanto, il procuratore della Repubblica di Enna, Salvatore Cardinale ha detto che si sta lavorando senza sosta. Il magistrato ha incontrato stamani gli avvocati della famiglia Ferreri: «C'è una grossa mole di reperti da analizzare - conferma la difesa, che ieri aveva manifestato il disappunto della famiglia per le scarse informazioni sull'inchiesta - e siamo fiduciosi. Gli inquirenti - conclude l'avvocato Alessandro Messina - non stanno percorrendo una sola pista. Sono oltre cento le persone interrogate e questo mi fa pensare che non ci sono ipotesi cristallizzate».
«Non chiedo vendetta ma giustizia». Parla per la prima volta Anna Bonanno, la madre di Francesco Ferreri, il tredicenne trovato morto con la testa fracassata il 18 dicembre scorso, in un canale di scolo nei pressi della diga Olivo. La donna, col cuore straziato dal dolore, dice: «Non ricordo che cose belle di Francesco. Era un ragazzo sempre allegro, educato a casa. Qualcuno ora mi chiede se avesse problemi particolari con il fratello maggiore, Angelo. Solo piccole liti tra fratelli, niente di diverso. A casa nostra non c'erano problemi particolari. Ora spero solo che venga fatta giustizia». Disperato anche lo zio del ragazzino ucciso barbaramente: «Non so dove trovo la forza per andare avanti e per spronare anche i genitori di Francesco. Penso che da lassù mio nipote mi stia aiutando a sopportare tanto dolore».
Intanto si apprende che i carabinieri del Ris di Messina, nei prossimi giorni, completeranno le analisi sui reperti raccolti sul luogo del rinvenimento del corpo del ragazzo e nelle abitazioni degli indagati, e forniranno nuovi, e probabilmente determinanti elementi ai magistrati che indagano sul delitto. A Barrafranca c'è molta attesa per l'esito degli esami e l'associazione Meter di don Di Noto, ha realizzato due spot, «contro il silenzio e il non ascolto» e la pedofilia in memoria di Francesco Ferreri e in favore di tutti i bambini vittime di violenza e abuso e per non far cadere il silenzio.