Tredicenne violentata per un anno Il branco la ricattava con i film hard

da Lucca

Ancora una storia di branco. Ancora una storia di violenza. Questa volta la vittima è una ragazzina di 14 anni residente in un paesino della provincia di Lucca. Un luogo anonimo e isolato, che si trasforma nell'incubo di un’adolescente vittima del branco. Lei cede ai ricatti per vergogna, per paura. Inizia così, tra il 2003 e il 2004 l'incredibile vicenda di una gang composta da decine di ragazzotti accusati di aver abusato sessualmente di questa giovane ragazza per quasi un anno. Un anno di tormenti e di abusi. Violenze e ricatti, filmini con telefonini e telecamere. Tutto registrato, pronto per essere usato contro la loro vittima se avesse deciso di denunciarli.
Inizialmente i sospettati erano un’ottantina, quasi tutti minorenni, ma adesso sono 23 quelli rimasti impigliati nella rete della giustizia. A giugno inizierà il processo nei confronti di una decina di loro davanti alla magistratura minorile di Firenze. Contro tre o quattro giovani poco più che diciottenni procede invece la procura ordinaria.
«I minori sono diventati l’anello debole di un sistema di comunicazione che è diventato veramente difficile da sostenere per loro - afferma il procuratore presso il Tribunale dei minorenni di Firenze, Aldo Nesticò -. Pensate solo alle immagini pubblicitarie incentrate sul sesso, sul richiamo sessuale: colpiscono noi adulti che spesso siamo turbati, immaginate ragazzini in adolescenza, in piena esplosione sessuale. Immaginate che cosa vuol dire resistere a certe stimolazioni che continuamente arrivano dai giornali, dai media, da internet, dalla televisione italiana».
Tutto iniziò nella Pasqua del 2004. I carabinieri del paese trovarono la ragazzina seminuda in una macchina, in compagnia di quattro minorenni. La ragazzina, impaurita, pregò i militari di non dire nulla ai genitori. Sarà lei, dopo Pasquetta, a scrivere una lettera alla madre nella quale spiega tutto. A quel punto la denuncia della famiglia.
Durante le indagini emersero una serie di episodi di sesso di gruppo consumati nell'arco del 2003 con la quattordicenne, di cui si sarebbe approfittato un gruppo di ragazzini. Dieci mesi di violenze. Per la giovane la vita in frantumi. Derisa, senza più amiche, sprofondata in una vergogna senza fine. La scuola va a rotoli, i rapporti con la famiglia anche e perfino la salute precipita: diventa bulimica. Le resta solo quel gruppo di ragazzi che conosce e dai quali non può più allontanarsi. Paradossalmente i suoi carnefici sono le uniche persone che la considerano. Quindi lei cerca di non contraddirli. Vuole soddisfarli, forse farseli amici e, dunque, cede ai loro ricatti, ai loro giochi perversi, e fa tutto quello che le chiedono per paura di essere picchiata. E per timore che quei filmini porno di cui è protagonista finiscano nelle mani dei genitori. Molti degli attuali indagati adesso si difendono sostenendo che la ragazza era consenziente.