Tredici anni dopo

Escono dalle catacombe
anche quelli che ti dicono:
Berlusconi non avrebbe dovuto
mai essere eletto in quanto titolare
di concessioni televisive. Sono
quelli che ti recitano la litania
dell’articolo 10 della legge 361
del 1957, ciò che a loro dire risolveva
alla radice il conflitto d'interessi

Ora escono dalle catacombe anche quelli che ti dicono: Berlusconi non avrebbe dovuto mai essere eletto in quanto titolare di concessioni televisive. Sono quelli che ti recitano la litania dell’articolo 10 della legge 361 del 1957, ciò che a loro dire risolveva alla radice il conflitto d'interessi. Gente con moria corta. La questione infatti fu affrontata e risolta dalla Giunta parlamentare per le Elezioni in data 20 giugno 1994, quando all' ordine del giorno c'erano appunto tre ricorsi che contestavano l'eleggibilità di Berlusconi. La Giunta era composta da 30 deputati dei quali 8 progressisti, 6 leghisti, 5 di Alleanza nazionale, 5 di Forza Italia, 2 popolari, 2 di Rifondazione, uno dei Cristiano-democratici e uno del gruppo misto. Votarono in 20, e i ricorsi furono bocciati col voto complice dei progressisti e dei popolari: prevalse una valutazione strettamente giuridica secondo la quale Berlusconi risultava eleggibile. Fu calcolato che se i 13 esponenti delle opposizioni fossero stati presenti, compresi i due popolari, i ricorsi avrebbero potuto essere accolti. Non accadde. Stai a vedere, giuridicamente parlando, che dopo 13 anni ci hanno ripensato. I tempi della giustizia, sapete.