Tredici consiglieri si dimettono: Sampierdarena al voto in primavera

Ora è ufficiale: i cittadini del Municipio Centro Ovest - fino a ieri fortino apparentemente inespugnabile della sinistra - torneranno alle urne in primavera per eleggere i nuovi consiglieri. È l’effetto, atteso e comunque clamoroso, delle dimissioni di 13 consiglieri di maggioranza che hanno preso atto dell’impossibilità di formare una nuova coalizione in sostituzione di quella messa in minoranza alcune settimane fa. «Una svolta storica» è il primo commento di Fabio Costa, Pdl, già capogruppo di Forza Italia nel parlamentino e principale artefice dei «colpi di maglio» che hanno demolito a poco a poco la maggioranza di centrosinistra. «Il ricorso alle urne - sottolinea ancora Costa - dovrebbe coincidere con tutta probabilità con le elezioni regionali del 28 marzo prossimo. Quanto è accaduto indica come siano state sconfitte le forze conservatrici del Municipio e tutti quelli che hanno paura del giudizio degli elettori».
Dal canto suo, Luca Mazzolino, capogruppo dell’Udc in Municipio, commenta: «Quando un’esperienza termina in questo modo, bisogna fermarsi a riflettere su come si intende la politica. I 13 consiglieri invece di dimettersi potevano eleggere un nuovo presidente della stessa maggioranza e governare fino alla fine naturale del mandato. Non è accaduto - insiste Mazzolino - perché non c’è stata la capacità e la volontà di andare oltre le loro barriere interne e i personalismi. Con le dimissioni, il centrosinistra ha affermato di non essere stato in grado di governare il Centro Ovest, fallendo il mandato degli elettori».
Si pronuncia in maniera molto critica anche il segretario provinciale della Lega Nord, Edoardo Rixi, secondo cui «la sinistra ha dimostrato di non essere capace di risolvere i problemi sociali che esistono a Sampierdarena e San Teodoro. Dalla prostituzione di strada alle bande minorili all'ospedale di Villa Scassi, questi alcuni dei nodi non risolti - ribadisce Rixi -. In questi anni il Municipio è stato assente sull'aspetto della sicurezza e della vivibilità, è stato lontano dai cittadini. Il Pd è troppo dilaniato della correnti interne, un vero presidente si deve occupare del suo quartiere anche a costo di entrare in contrasto con il sindaco. Fra qualche giorno - promette infine l’esponente di vertice del Carroccio - incontrerò i rappresentanti del Pdl per vedere di creare un fronte comune. Bisogna scegliere un presidente forte, uno che ama il suo quartiere». Diversa, ovviamente, l’analisi di Michele Latorre, responsabile Enti locali del Pd: «Le dimissioni dei consiglieri sono un atto di chiarezza. La crisi non è stata originata da ragioni politiche, ma da motivi personalistici. Noi confermiamo la volontà di arrivare a costituire nel prossimo consiglio di Municipio una alleanza politica allargata, come quella che si sta formando a sinistra in vista delle elezioni regionali».