Tregua di fatto a Gaza Israele negozia in Egitto

Gerusalemme. La diplomazia egiziana gioca le sue carte sul tavolo della pace e, mediando fra le parti, apre di fatto negoziati indiretti fra Israele e Hamas. Dopo i colloqui fra i responsabili della sicurezza egiziana e delegazioni di Hamas e della Jihad Islamica avvenuti giovedì scorso, ieri è volato al Cairo Amos Gilad, responsabile del dipartimento sicurezza del ministero della Difesa israeliano, per consultazioni con i negoziatori egiziani. I colloqui questa volta sembrano alimentare qualche speranza, al punto da aver fatto scattare nella Striscia di Gaza una tregua «di fatto» che dura ormai da oltre 24 ore.
Sia sabato che ieri non sono stati registrati lanci di razzi Qassam in direzione di Israele, né raid israeliani sul territorio della Striscia: unici momenti di calma dopo i 150 morti provocati in una settimana dall’incursione israeliana a Gaza, e gli otto seminaristi ebrei assassinati da un palestinese a Gerusalemme. Fonti delle milizie palestinesi nella Striscia negano di aver ricevuto ordini sul rispetto di una tregua, sebbene riconoscano di non aver neppure avuto ordini di attaccare. «Non vogliamo compromettere gli sforzi politici in atto» ha detto all’agenzia Ansa una fonte vicina a Hamas. Dichiarazioni dal tenore molto simile sono state rilasciate nel pomeriggio di ieri dal gabinetto del primo ministro Ehud Olmert.
Un clima di apparente distensione al quale non contribuisce però la decisione annunciata dal ministro israeliano dell’Edilizia di estendere la colonia ebraica di Ghivat Zeev (a nord di Gerusalemme Est), con la costruzione di 750 nuovi appartamenti.