Dopo la tregua con Hamas Israele apre anche a Beirut

Ma sul cessate il fuoco Olmert è scettico: «Non hanno cambiato pelle»

Dopo l’annuncio di martedì dell’Egitto, accolto con scetticismo da molti, è arrivata la conferma di Israele. La tregua con Hamas sulla striscia di Gaza si farà. E si farà a partire dalle sei di stamattina, ora locale, le cinque in Italia. Da una parte, stop totale ai lanci di razzi Qassam sui territori israeliani; dall’altra, una progressiva apertura dei valichi, in modo da far arrivare a Gaza al più presto carburante, cibo e tutti gli altri generi di prima necessità fino a oggi bloccati dall’embargo.
Quello con Hamas è il secondo negoziato intavolato dal governo israeliano, dopo quello con la Siria sulle alture del Golan. E potrebbe non essere nemmeno l’ultimo: secondo quanto riportato ieri dal quotidiano Haaretz sarebbero vicini, su pressioni statunitensi, anche dei colloqui con il Libano. Nella sua visita a sorpresa a Beirut il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, avrebbe parlato con il governo libanese della restituzione delle fattorie di Shebaa, nel sud del Paese dei cedri, occupate dai soldati israeliani nell’ultima guerra.
Ma sul cessate il fuoco appena annunciato, nonostante l’entusiasta accolta internazionale, è lo stesso primo ministro israeliano Ehud Olmert a raffreddare le speranze internazionali. «Sappiamo benissimo che questa tregua è fragile e potrebbe durare poco - ha dichiarato - Hamas non ha cambiato pelle». E gli otto razzi qassam che da Gaza hanno colpito il Negev occidentale nella giornata di ieri, sembrano dargli ragione.