Tregua fra i tassisti e la Regione

Antonella Aldrighetti

Tregua estiva tra tassisti e amministrazione regionale sulla legge di riordino del trasporto pubblico e da rimessa. La tensione che da qualche settimana aveva visto i tassisti rappresentare il ruolo di «primedonne della Pisana» ha solo allentato il tiro.
Il tavolo di trattativa andato avanti ieri, per due ore ha raccolto da un lato lo scontento delle cooperative radiotaxi e dall’altro l’apprezzamento dei noleggiatori. Mentre ci sarà tempo fino al 31 ottobre per migliorare, attraverso l’istituzione di appositi tavoli di confronto, la legge 7 del 2005. Ma a sentire le organizzazioni di categoria dei tassisti quello che viene fuori è solo e soltanto «un premio per chi possiede un’impresa con un discreto numero di addetti a scapito di quelle piccole a gestione familiare - come spiega Gianandrea Claudio dell’Uti - per cui noi rimaniamo dell’idea che la legge vada applicata così com’è senza emendamento alcuno e senza permettere alle grandi aziende di detenere indiscriminatamente la gestione del trasporto non di linea». Propositi nei quali si riconoscono anche coloro che minacciano il blocco del servizio all’aeroporto di Fiumicino e l’annullamento del servizio per ristoranti e hotel e che, anche dopo l’incontro con l’assessore regionale ai trasporti Fabio Ciani, non hanno pronunciato «ripensamenti». «Non accettiamo proroghe o emendamenti alla legge - ha esplicitato Nicola Di Giacobbe dell’Unica taxi - non vogliamo essere ostaggi della politica».
E per la linea dura si dice pure Lorenzo Bittarelli, presidente della cooperativa 3570. «Se non avremo garanzie certe siamo pronti a iniziare una lotta molto aspra - ha asserito - tanto da impegnarci in controlli e ronde nei confronti di chi esercita il servizio in modo irregolare». Ma questa maniera di affrontare la concertazione non è piaciuta all’ex mobility manager del Campidoglio, Mario Di Carlo che, in qualità di consigliere della Margherita, ha abbandonato l’incontro affermando di non tollerare aut aut da nessuno». Di Carlo proprio due giorni fa aveva lanciato la proposta di modifica su 4 punti essenziali della cosiddetta legge Gargano consentendo oltretutto alle polizie locali di attuare i controlli di rito su tassisti e noleggiatori trasgressori. Proposta che ad oggi ha trovato concorde la maggioranza ulivista nell'affermare per bocca di Ciani la necessità di dare regole certe per contrastare e abbattere l’abusivismo. Echi all’unisono anche dal diessino Carapella secondo il quale «l’applicazione di una norma transitoria che proroghi i contratti in essere fino al 31 ottobre consentirà di approntare un programma di vigilanza adeguato ad opera degli enti provinciali e un tetto controllato sulle concessioni che forniranno i comuni».
Contestazioni nel merito invece da parte dello stesso estensore della legge, il consigliere di An, Giulio Gargano che ritiene la posizione della giunta Marrazzo non condivisibile. Perché delle inadeguatezze rispetto al senso pratico gestionale. «Non è logicamente corretto giudicare una norma ancora prima di essere applicata - ha commentato l’esponente di An - Significa calpestare il buon senso di quei consiglieri dell’allora opposizione che hanno avallato il testo. Peraltro votato a larghissima maggioranza».