Tregua olimpica: durante i giochi stop agli scioperi

Trasporti e servizi garantiti dal 31 gennaio al 23 marzo. Unico giorno a rischio: sabato 4 marzo

Emiliano Farina

L’hanno chiamata «tregua sociale». Come se, solitamente, ci trovassimo in guerra; un’immagine che - considerata la situazione dei trasporti - non è poi così lontana dalla realtà. Basti pensare a quanto è successo in tutto il periodo natalizio sui treni italiani: roba, effettivamente, da scenario bellico. E proprio per evitare che durante i giorni delle Olimpiadi invernali di Torino (quando cioè gli occhi del mondo saranno puntati sul nostro Paese) ieri governo e sindacati hanno sottoscritto a Palazzo Chigi un «protocollo d'intesa» che prevede il «divieto di sciopero» nei «trasporti e nei servizi» dal 31 gennaio al 23 marzo. Obiettivo: garantire il regolare svolgimento dei giochi e salvare la faccia all’Italia, da sempre in balìa dei blocchi selvaggi. Ma anche questa volta le «parti sociali» sono riuscite a strappare una giornata di deroga al «divieto»: si tratta sabato 4 marzo, quando - inspiegabilmente - i lavoratori dei trasporti e dei servizi potranno (e c’è da giurare che non si faranno sfuggire l’occasione) bloccare treni, autobus e metropolitane.
Va ricordato che i giochi olimpici si svolgeranno dal 10 al 26 febbraio, mentre quelli paraolimpici tra il 10 e il 19 marzo: sta di fatto che sabato 4 marzo rappresenta una «finestra aperta» allo stop che nessuno è stato in grado di chiudere, sempre ammesso che negli altri giorni coperti dall’accordo il pacchetto antisciopero venga effettivamente rispettato: una circostanza tutta da verificare, considerato che già in passato «tregue» simili a quelle siglate ieri sono state ampiamente disattese.
«Le parti - è scritto nel protocollo - concordano sulla necessità di dover cogliere, per lo sviluppo economico e la promozione internazionale dell'intero Paese, le opportunità offerte dalle Olimpiadi». Per consentire l'«ordinato e puntuale svolgimento dei giochi è essenziale evitare ogni momento di conflitto sociale, in particolare per i settori dei trasporti e dei servizi più direttamente interessati all'evento e intraprendere tutte le iniziative per favorire le soluzioni delle eventuali vertenze».
Interessati dalla moratoria sono, innanzitutto, i trasporti (in particolare il settore ferroviario e aereo), le comunicazioni, le telecomunicazioni, l'informazione, la cultura e tutti gli altri settori. Le parti si impegnano, inoltre, a non attuare iniziative aziendali unilaterali dal 31 gennaio al 23 marzo.
Saranno esentati dagli scioperi nel periodo di tregua anche i lavoratori della provincia di Torino impiegati, in particolare, nei settori dell'elisoccorso, della protezione civile, dei vigili del fuoco, dei vigili urbani, del trasporto pubblico locale, della sicurezza e ordine pubblico, del soccorso e della sicurezza stradale, della sanità pubblica e privata, dell'igiene urbana, dell'energia e dei servizi tecnici radiotelevisivi. Esclusi anche quei lavoratori impiegati in altre aree geografiche o in altri settori dove le iniziative di lotta potrebbero impedire la possibilità di usufruire di servizi e attività connessi ai giochi. La tregua riguarda, inoltre, le vertenze di carattere locale relative al commercio e al turismo.
Nel caso di violazione dell'accordo, Palazzo Chigi convocherà tempestivamente le parti per la salvaguardia e il rispetto dell'intesa. Basterà per garantire la «tregua sociale»?