Trema re Michael Johnson. Gay pronto al super record

Nella somma dei record personali tra 100 e 200, Tyson può superare anche il leggendario americano

Osaka - Manca solo Wallace Spearmon per completare il trionfo del potere nero di Lance Braumann, il tecnico galeotto che sforna campioni della velocità. Ma qui l’impresa si fa dura. Braumann ha irrorato fama e credibilità grazie a Tyson Gay ed a Veronica Campbell, regina giamaicana dei 100 con finale thrilling per colpa di un giudice sbadato, come ha raccontato la Iaaf, che ha schiacciato il bottone sbagliato, premendo il nome di Torri Edwards anzichè il suo. Un caso durato cinque minuti e il batticuore di Veronica.

Ma dopo il dolce, ora viene il veleno del dubbio per Braumann, che dovrà lottare contro se stesso: meglio ritrovarsi con un terzo re o meglio lucidare tutta la grandezza di Tyson Gay che potrebbe far doppietta (100-200) com’è accaduto soltanto a Maurice Greene (1999), eppoi a Justin Gatlin? La storia di successo e di eccesso (doping) di quest’ultimo consiglierebbe prudenza, ma Tyson non è un fesso. Spearmon, fra l’altro, è un suo gemello non solo nel correre uno contro uno, ma nel correre insieme contro tutti, com’è capitato ai mondiali di Helsinki quando, insieme, i due denunciarono alcuni episodi di nonnismo imperanti nella squadra Usa. Parole e risultati hanno fatto il resto ed è venuto il rispetto anche dai nonni.

Gay, però, si è conquistato fama e rispetto a suon di tempi che ne hanno fatto l’uomo più veloce del mondo. Nei 100 metri Asafa Powell detiene ancora il primato, così come Michael Johnson non ha ancora visto toccato il suo mastodontico 19“32 nei 200 metri,maè vero che Tyson si è diabolicamente avvicinato ai due, tanto da lasciar pensare che un giorno diventerà l’uomo più veloce del mondo considerando 100 e 200 in coppia. Già oggi, nella somma dei tempi, Gay è dietro soltanto a MJ: quel 19“32 è tempo da marziano, ma Tyson ha strabiliato correndo in 19“62, secondo crono all time realizzato ai Trials di fine giugno. Quel tempo ha aperto gli occhi a tanti e, forse, li ha fatti sbarrare all’interessato. Ieri Gay ha corso i quarti dei 200 m. guardandosi intorno e quando ha capito che ci voleva una marcia in più, l’ha innestata come una meravigliosa macchina da corsa pronta a rombare. E se Usain Bolt, il giamaicano della nuova frontiera, ha piegato Wallace Spearmon, correndo rilassato in 20“13, migliore di 13 centesimi rispetto a quello dell’americano, Gay ha accelerato correndo il suo quarto in 20“08, per tenere a distanza la compagnia che poi si affida a Marvis Anderson (20“13) altro giamaicano, al portoghese Obikwelu (20“38) e alle facce bianche dell’irlandese Paul Hession (20“50) e del greco Gousis (20“51, ma con un precedente 20“11 in batteria da lasciar pensare di tutto).

La classifica, tempi sommati, degli uomini jet degli ultimi trent’anni dice che Tyson ha già sgomitato. Carl Lewis, per esempio, gli sta alle spalle, avendo tempi superiori sia nei 100 sia nei 200. Maurice Greene, che resta assoluto numero uno dei 100, nonostante i record di Powell, era un po’ più fragile sulla distanza doppia. Il namibiano Frankie Fredericks, straordinario regolarista con la sfortuna di incrociare alcuni mostri, gli è d’un soffio dietro. Gay potrebbe essere il nuovo Fredericks dal punto di vista dei tempi. Ma con un’ambizione in più. «Voglio essere egualmente bravo in entrambe le specialità». C’è quasi riuscito. Se domani vincerà anche il titolo dei 200 m. (oggi le semifinali) avrà scollinato fra i super. Se poi gli riuscisse di acchiappare uno dei due record, anche la storia di Michelone Johnson dovrebbe fare i conti con questo nuovo figlio del vento.