Tremila azzurri in arrivo dall’estero

</B>Sto bene e continuerò a battermi come in questi 13 anni

Sabrina Cottone

da Roma

Il pullman da Berlino è partito alle sei di ieri sera, quello da Colonia alle dieci, con breve tappa in Svizzera dove ha raccolto un drappello di italo-ticinesi vogliosi di manifestare. Qualcuno si è mobilitato anche prima causa distanza e fuso orario avverso e sono gli antiprodiani di New York, un piccolo gruppetto approdato a Roma in aereo.
In piazza della Repubblica sono attesi tremila italiani residenti all’estero, furiosi per i tagli della finanziaria che costringono alla chiusura le sedi consolari, riducono pensioni e servizi sanitari, quasi azzerano i fondi destinati alle comunità all’estero. Lo striscione «Azzurri nel mondo» (così si chiamano i club di Forza Italia in versione straniera) è lungo dieci metri, poi ci saranno i cartelloni delle singole città che partecipano alla protesta, quarantuno da tutto il mondo. Istanbul, New York, Francoforte, Barcellona, tanto per dare il via all’elenco.
La passione politica è stata riscaldata dal primo voto della storia e nonostante la sonora batosta dovuta proprio agli elettori in trasferta, gli azzurri nel mondo sono scatenati. Salvatore Ferrigno, parlamentare azzurro eletto nella circoscrizione americana, plana da Philadelphia e si porta dietro supporter Usa. Molti saranno armati di mortadella da distribuire lungo il corteo, segno che il nomignolo di Romano Prodi ha valicato i confini nazionali. «Il novantacinque per cento dei partecipanti arriva a proprie spese e molti portano con sé anche la famiglia. La voglia di manifestare contro Prodi ha il vantaggio di permettere anche un week end a Roma» scherza l’onorevole Massimo Romagnoli, residente a Atene e eletto nella circoscrizione Europa della Camera per Forza Italia.
Tra gli italo-stranieri c’è un po’ di tutto, a partire da negozianti e imprenditori, esattamente come accade in Italia. E’ arrivato ieri sera da Sofia Marco Montecchi, presidente della Camera di commercio italo-bulgara, in pieno allarme manovra. Sfilerà anche Vittorio Zagaglia, titolare della più grande azienda di autotrasporti in Europa con sede a Istanbul. Gerardo Tanga importa prodotti italiani in Germania e arriva da Wiesbaden, Fabio Castellani produce tubi a Hannover. Non mancano i professionisti, come l’avvocato Melis in arrivo da Barcellona e il dottor Adriano Visconti, che opera in una finanziaria londinese.
Come in tutti i cortei, c’è il settore studenti. «Hanno chiesto di partecipare e sono saliti su treni, aerei e pullman anche molti giovani che studiano nelle scuole italiane all’estero e naturalmente i militanti azzurri che puntano a un futuro in politica» spiega Romagnoli. Un gruppo di intrepidi arriva in aereo da Manchester e Londra, circa duecento raggiungono Roma in treno da Montecarlo e dalla Costa Azzurra, cinquanta calano da Liegi e una rappresentanza si muove da Bruxelles. Consistente il gruppo tedesco, con autobus in partenza da Francoforte, Stoccarda, Leverkusen e Monaco. C’è anche chi ha deciso di unirsi al corteo senza pullman treni o altri mezzi speciali. «Un manifestante viene a Roma da Parigi in aereo da solo» raccontano gli organizzatori.
Tremila non è una cifra da poco, anzi è difficile credere che tutta questa gente che non vive in Italia si sia sobbarcata centinaia e centinaia di chilometri pur di contestare la manovra Prodi. Ma l’onorevole Romagnoli, forte di un collegio elettorale che va dagli Urali allo stretto di Gibilterra, non è soddisfatto: «Il tema della finanziaria penalizzante è molto sentito dagli italiani all’estero, basti pensare ai 52 milioni di tagli che hanno colpito la Farnesina. So che non è una trasferta facile, ma speravo che i partecipanti fossero più numerosi. Chissà...». Appuntamento in piazza Esedra per il conteggio finale.