Tremila vittime dell’amianto Chiesti vent’anni per i dirigenti

MTremila vittime dell’amianto individuate dall’indagine della Procura di Torino, 51 udienze svolte fino ad oggi, 20 anni di carcere richiesti dal pm Raffaele Guariniello per i vertici dell’azienda Eternit - Stephan Schmidheiny, uomo d’affari e miliardario svizzero, 64 anni, e Louis de Cartier de Marchienne, barone belga, 89 anni - imputati di disastro doloso e omissione delle cautele anti-infortunistiche che hanno provocato la morte di migliaia di persone che sono venute a contatto col minerale lavorato. Le parti civili ammesse dal Tribunale sono oltre seimila. Ecco i numeri del processo Eternit. Le vittime individuate dall’indagine della Procura di Torino sono state circa tremila tra lavoratori e cittadini deceduti o ammalati, che ne fanno il processo sull’amianto più grande d’Europa. Oltre il 70% di loro abitava o lavorava a Casale Monferrato, sede di uno degli stabilimenti della Eternit (il più grande) oggetto di questo processo con quelli di Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).
Le patologie da amianto che hanno colpito e ancora stanno colpendo i dipendenti e le popolazioni residenti attorno agli stabilimenti sono mesotelioma alla pleura (tumore maligno), carcinoma polmonare e asbestosi. I fatti contestati vanno dal 1952 al 2008.