Tremonti assente ingiustificato Mantovani: va solo dagli amici leghisti

Milano Il ministro Giulio Tremonti? «Oltre che andare alle feste della Lega, vorremmo che venisse anche qualche volta da noi. Noi lo abbiamo sempre invitato» dice il coordinatore lombardo del Pdl, Mario Mantovani. Siamo nella sala congressi dell’Ata Hotel di Pero, alle porte di Milano, e tra i duemila eletti presenti parte il vip watching, il gioco del chi c’è e chi manca. E non si vede traccia del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. L’uomo a cui i numerosi sindaci in platea vorrebbero rivolgere molte e articolate domande sulla manovra è assente. Non giustificato.
Raccontano dalle segreterie del Pdl che il ministro dell’Economia non ha nemmeno risposto alle mail e alle telefonate con cui è stato invitato a partecipare all’assemblea regionale degli eletti del Popolo della libertà. Eppure - fanno notare con amarezza - è eletto in Lombardia, è uno dei ministri lombardi del Pdl.
All’appello manca anche il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. Con lui però le cose sono andate diversamente, perché Paolo Romani è all’estero per impegni di governo ma, attraverso la sua segreteria, ha comunicato che non sarebbe stato presente e anche di esserne dispiaciuto.
Tremonti invece non ha dato notizie di sé. E questo genera dispiacere tra la base del Pdl lombardo, che vorrebbe confrontarsi con un ministro vissuto sempre più come un corpo estraneo, più vicino alle istanze della Lega e alle posizioni di Umberto Bossi che alle richieste dell’elettorato del Pdl. Da qui la voce dal sen fuggita di Mantovani «Tremonti va alle manifestazioni con gli amici della Lega, vorremmo che facesse anche le nostre».
Non è la prima volta che l’assenza del ministro colpisce al cuore il Pdl. «È sempre al compleanno con Bossi, sarebbe bello se venisse anche con noi» commenta a botta calda uno dei presenti. Le immagini estive del ministro in compagnia del Senatùr e della moto di Calderoli sono ancora nella mente di tutti, così come i vertici di via Bellerio. Pesano anche le assenze nella campagna elettorale di Milano: il giorno in cui è salito sul palco con Letizia Moratti, a meno di cento metri Bossi arringava i presenti e poco dopo Tremonti si era trasferito sotto le insegne del Sole delle Alpi. Per non dire dei molti incontri con Silvio Berlusconi a Villa Gernetto, snobbati per la villetta padana di Gemonio.
Tra la platea lombarda (ma non lumbàrd) Mantovani commenta: «Se stesse più vicino alla sua gente e a noi, avrebbe motivo non solo di ricevere quel plauso che merita ma anche di ascoltare i sindaci sulla manovra e avere le antenne sul territorio». Insomma, cercasi Tremonti disperatamente.