Tremonti-bond per dare "ossigeno" al credito

Le obbligazioni saranno sottoscritte dal ministro dell'Economia che così sosterrà gli istituti di credito. Le cedole andranno a scopi sociali. Condizioni: niente superbonus ai manager e apertura

Roma - «Bond», o meglio, «Tremonti bond», è la parola magica con la quale il governo si prefigge, contemporaneamente, due importanti obiettivi, capitalistico e sociale: da un lato, con la sottoscrizione di nuove obbligazioni, sosterrà economicamente le banche che ne abbiano necessità, dall’altro punterà, con gli interessi incassati da quei prestiti, ad alleviare i sacrifici delle famiglie, a cominciare dai mutui. Il potere del Tesoro andrà oltre: per aiutare le banche metterà delle condizioni, per esempio quella di assicurare credito alle piccole e medie imprese.

Il decreto anticrisi illustrato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, prevede che le banche quotate possano ricorrere, fino al 31 dicembre 2009, a emissioni obbligazionarie per migliorare il proprio indice di patrimonializzazione (il cosiddetto «Core Tier 1»). Tali obbligazioni, su richiesta dell’emittente, saranno sottoscritte dal Tesoro, che così sosterrà gli istituti. Per acquistare i bond però il ministero chiederà «impegni definiti in un apposito protocollo d’intenti con il ministero dell’Economia, in ordine al livello e alle condizioni di credito da assicurare alle piccole e medie imprese e alle famiglie, e a politiche di dividendi coerenti con l’esigenza di mantenere adeguati livelli di patrimonializzazione».

I bond potranno essere, su richiesta dell’emittente, convertibili in azioni; le banche potranno ottenere la facoltà di rimborso o di riscatto. La remunerazione a favore del Tesoro, in termini di tasso d’interesse, non è stata precisata; il decreto prevede che «risulti economica sul suo complesso, tenga conto delle condizioni di mercato e sia funzionale al perseguimento delle finalità indicate». Tremonti ha spiegato che il tasso «sarà oggetto della convenzione» che il Tesoro stipulerà con le banche, e che questi bond bancari devono avere per lo Stato «ritorni piuttosto consistenti» che verranno impiegati per «causali sociali, a partire dai mutui».

Il ministero subordina poi la sottoscrizione di questi bond a una serie di condizioni. Il Tesoro chiede alla banca «impegni definiti in un apposito protocollo d’intenti» a favore di imprese e famiglie. Chiede inoltre «l’adozione, da parte delle banche emittenti, di un codice etico contenente, tra l’altro, previsioni in materia di politiche di remunerazione dei vertici aziendali». Insomma, i bond non saranno compatibili con superstipendi o superpremi ai manager.

Il testo prevede che con un decreto della presidenza del Consiglio siano individuate «le risorse necessarie per finanziare» tali operazioni, mediante tagli di spesa e emissione di titoli di debito pubblico. La trasparenza sarà garantita da un’informativa al Parlamento su base disaggregata per regioni e per dimensione delle imprese beneficiarie. La vigilanza avverrà tramite le prefetture «come in Francia», attraverso la definizione di «un osservatorio economico» formato da imprenditori e associazioni «per verificare se i soldi vanno davvero all’economia», ha concluso il ministro.