Tremonti difende il Quirinale: «Comportamento disgustoso»

Ma i tre contestatori non arretrano. Borghezio: «Commenti da professore, noi siamo operai della politica». Salvini: «Parla come Pecoraro Scanio»

Adalberto Signore

da Milano

Passate ventiquattr’ore dalla bagarre di Strasburgo, è Roberto Maroni a farsi ambasciatore della Lega presso un Carlo Azeglio Ciampi che fonti quirinalizie descrivono come ancora «molto irritato» per quanto successo martedì nell’emiciclo del Parlamento europeo. Il ministro del Welfare ha telefonato al capo dello Stato - «con cui ha avuto un lungo e cordiale colloquio» - per rassicurarlo sul fatto che «da parte del Carroccio non c’è alcuna ostilità nei suoi confronti» e si è scusato «se l’atto dei tre europarlamentari è stato interpretato in modo sbagliato». «Il punto - ha ribadito Maroni - non è la Lega contro Ciampi, ma la Lega contro l’euro». Il presidente della Repubblica ha preso atto delle «scuse» ma avrebbe pure avanzato più di una riserva sui tempi e i modi della contestazione.
Molto critico sull’accaduto anche Giulio Tremonti, uomo vicinissimo alla Lega e, soprattutto, al suo leader. Riferendosi a Mario Borghezio, Matteo Salvini e Enrico Speroni - i tre eurodeputati che hanno interrotto l’intervento di Ciampi al grido «basta euro» - il vicepremier ha parlato di «comportamento disgustoso» a cui il capo dello Stato ha risposto con «una lezione di classe politica». «Con la sua sobrietà e continuando il discorso senza scomporsi - ha detto Tremonti ai microfoni di Repubblica Radio - il miglior comportamento e il miglior insegnamento lo ha dato Ciampi». Comunque, «fuori dalle considerazioni personali, visto che Bossi è un amico, il dato essenziale è che la Lega è dentro il comportamento democratico».
Un’uscita, quella di Tremonti, che secondo alcuni sarebbe stata concordata direttamente con il Senatùr proprio per cercare di stemperare il clima ma che non è affatto piaciuta ai diretti interessati. «Questi sono professori - ha replicato un po’ ironico Borghezio, capodelegazione a Strasburgo - che vivono nell’areopago della politica mentre noi siamo degli umili operai. È chiaro che non possiamo essere compresi da finissimi filosofi di tal fatta...». Più netto Salvini: «Tremonti dovrebbe usare meglio il vocabolario, quello che ha dato è un giudizio alla Pecoraro Scanio». «Ma lo sa - ha aggiunto l’eurodeputato del Carroccio - che quel pensiero “disgustoso” di cui parla ce l’hanno milioni d’italiani?».
Polemica a parte e nonostante la convocazione a via Bellerio per domani dei tre contestatori («da tempo era in calendario una segreteria politica, è stata solo allargata agli eurodeputati», minimizza Borghezio), la Lega non pare affatto intenzionata a mettere da parte la crociata sull’euro. Il Carroccio - ha ribadito infatti Maroni - è orientato a proporre «un referendum consultivo sul Trattato che ha istituito la moneta unica e su questa Europa così com’è» e ipotizza che la consultazione si possa tenere «in coincidenza con le politiche del 2006» perché «i tempi ci sono e serve solo la volontà politica».
Insomma, da via Bellerio nessuna frenata sostanziale. E se pure i vertici del Carroccio hanno cercato di minimizzare l’incidente con Ciampi (c’è stata la telefonata di Maroni ma pure il silenzio di Roberto Calderoli), Borghezio non ha perso l’occasione per rilanciare e ha promesso nuovi colpi di scena. «Martedì - ha detto - è toccato a Ciampi e, proprio perché era lui, ci siamo autocensurati. Ma non sarà un caso isolato: siamo pronti a contestare qualunque capo di Stato o di governo venga al Parlamento europeo a farci l’elogio della moneta unica. E le lascio solo immaginare cosa potrebbe succedere se ci capitasse sotto tiro Romano Prodi, il vero responsabile del disastro dell’euro».
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