Tremonti fa i "conti" all’Expo: fumata nera su ad e stipendi

Società di gestione, assemblea rinviata su input delle Finanze Glisenti resta in pole come amministratore. Giovedì il vertice

Fumata nera. L’assemblea dei soci di Expo si conclude con un nulla di fatto. Slitta la riunione del cda, slittano le decisioni sulle funzioni dei consiglieri e sui compensi. Slitta pure la nomina dell’amministratore delegato. Resta in quota Paolo Glisenti, braccio destro del sindaco Letizia Moratti ma per sapere se sarà lui o meno a guidare la squadra bisognerà aspettare giovedì 15, quando si terrà la prossima riunione. Quella - attesissima - sarà anche l’occasione per discutere degli stipendi del consiglio di amministrazione.
Il rinvio è stato deciso su input del ministero delle Finanze e della sua rappresentante all’assemblea dei soci, Olga Cuccurullo. Alle perplessità del governo si aggiungono pure quelle di casa Bossi. Durante la riunione pare che il presidente del collegio sindacale Dario Fruscio (Lega Nord) non abbia fatto segreto dei mal di pancia del Carroccio dopo l’esclusione dal cda del presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni, caldeggiato dal senatur. Già nella scorsa riunione del 23 dicembre, giorno del battesimo del cda della società di gestione Soge, Fruscio aveva dato avvisaglie di sofferenza. Opponendosi ai super compensi, sembra abbia voluto lanciare un chiaro messaggio politico al sindaco Letizia Moratti. Di fatto, si rimanda l’inizio dei lavori per Expo. «Con il rinvio dell’assemblea - spiega Gianni Rossoni, vicepresidente della Regione Lombardia, uscendo dalla riunione in via Foscolo - si potranno acquisire ulteriori valutazioni in merito». Soprattutto sul nodo più spinoso: i compensi di una società a capitale pubblico e non quotata in Borsa. Tema non di poco conto visto che di mezzo ci sono stipendi a sei cifre. Gli emolumenti per i cinque membri del cda (la presidente di Assolombarda Diana Bracco, Paolo Glisenti per il Comune di Milano, Angelo Provasoli per il ministero del Tesoro, Enrico Corali per la Provincia di Milano e Paolo Alli per la Regione Lombardia) sono tra i punti critici rimasti irrisolti già nella riunione del 23 dicembre. Le feste natalizie non hanno contribuito a schiarire le idee e l’accordo sui compensi non sembra esattamente dietro l’angolo. Ci sarà da discutere, ma non c’è tempo da perdere.
L’ultima proposta sullo stipendio dell’ad è stata di 500mila euro più altri 250mila euro di premio annuo: stipendio di gran lunga inferiore rispetto all’idea iniziale di oltre un milione di euro. E comunque la Provincia, che all’assemblea dei soci è rappresentata dal segretario generale Antonino Princiotta, ha posto i paletti più rigidi e si è opposta. Intanto la giunta Moratti ha approvato una delibera che fissa i compensi massimi per tutti i consiglieri in 480mila euro lordi.