Tremonti: «Per l’Italia nessuna alternativa al rigore di bilancio»

Le economie avanzate devono mantenere gli stimoli alla crescita per tutto quest’anno, e intanto studiare i tempi e i modi corretti per ridurre le misure straordinarie anticrisi,a cominciare dal 2011. Lo dice il Fondo monetario, che ha preparato alcune linee guida concrete sulla cosiddetta exit strategy: la risposta è che non esiste una strategia buona per tutti. Esistono tuttavia dei principi di base uguali: politiche di bilancio accorte, riduzione dei debiti pubblici anche con privatizzazioni, riforme strutturali.
Un principio che sicuramente va bene a Giulio Tremonti. In un incontro con la stampa estera, il ministro dell’Economia conferma che «l’Italia intende proseguire in maniera assoluta nel contenimento del deficit, perché non abbiamo alternativa alla politica di rigore». Tremonti conferma anche il successo dell’operazione scudo fiscale, con 93 miliardi di rimpatri, rivelando che sono state sanate attività patrimoniali per 10 miliardi: tra queste, dice ancora, «mi dicono ci sia anche un cavallo». Quanto alle riforme, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia invita il governo ad agire su pensioni e sanità.
Le strategie d’uscita sembrano dettate, per il momento, dalle situazioni nazionali. Per fare un esempio, il Dipartimento del Tesoro Usa ha annunciato ieri che procederà a un’emissione di titoli di Stato per ulteriori 200 miliardi di dollari, riservata alla Federal Reserve per il cosiddetto Supplementary Financing Programme. Collocamenti che dovrebbero consentire alla Banca centrale Usa maggiore flessibilità di finanziamento. Si tratta di procedure che non sarebbero consentite nell’Eurozona. La decisione si accompagna a cifre non positive sull’economia americana: l’indice di fiducia dei consumatori è sceso ai minimi dall’aprile scorso in base ai dubbi sull’andamento dell’occupazione e del mercato immobiliare.
Politiche di bilancio. Secondo il documento Fmi, è prioritario rimettere ordine nelle finanze pubbliche, non solo ritirando gradualmente le misure straordinarie, ma anche riducendo il debito a livelli «prudenti». A questo fine si può pensare a cedere asset pubblici, privatizzandoli. Il Fmi chiede rigore fiscale, con un aumento delle entrate e una diminuzione della spesa pubblica.
Le riforme strutturali dovrebbero riguardare, in particolare, pensioni e sanità, pur mantenendo adeguate reti di protezione sociale.
Politiche monetarie. Le Banche centrali hanno i mezzi per ritirare gradualmente le misure eccezionali, ma i metodi dovranno variare a seconda delle condizioni di mercato. Un eventuale aumento dei tassi d’interesse non deve necessariamente essere preceduto dal ritiro delle misure. Il coordinamento resta essenziale, ma la sincronizzazione delle misure «non è possibile, e nemmeno auspicabile». E a proposito di Banche centrali, Tremonti conferma l’ottima candidatura di Mario Draghi alla Bce: «Ora - spiega - dovrà lavorarci Trichet».