Tremonti a Pdl e Lega: "4 miliardi e non di più"

Il ministro dell'Economia fissa paletti precisi per la Finanziaria: gli unici soldi a disposizione sono quelli dello scudo fiscale. Stretti i margini di manovra. Venerdi scade il termine per presentare gli emendamenti. Bersani critico: "Serve altro a famiglie e imprese"

Roma - Quattro miliardi e non un euro di più: il ministro dell’Economia Giulio Tremonti non vuole lasciare spazi ai dubbi o alle speranze dei deputati in vista dell’esame della Finanziaria alla Camera e ribadisce come gli unici soldi a disposizione siano le risorse dello scudo fiscale, che tra l’altro in gran parte serviranno a finanziare voci di spesa ineluttabili. Per la maggioranza quindi i margini di manovra sono strettissimi e saranno ulteriormente compressi da uno rigoroso esame di ammissibilità in commissione Bilancio.

Gli emendamenti La maggioranza è comunque al lavoro in vista della scadenza della presentazione degli emendamenti fissata per venerdi: nonostante i paletti fissati dal governo il Pdl e la Lega si dicono pronti a mettere nero su bianco proposte sui temi più vari, taglio delle tasse compreso. Nel faldone delle richieste di modifica dovrebbe spuntare anche una versione in formato ridotto della manovra "aggiuntiva" Baldassarri.

Battaglia al Senato "Va riconosciuto - dice il deputato del Pdl Marcello De Angelis - il lavoro fatto al Senato, la sua valenza politica. Anche se semplicemente a livello simbolico una testimonianza alla Camera è dovuta". La battaglia portata avanti a Palazzo Madama contro una finanziaria troppo "light", incapace di coniugare rigore e sviluppo, viene infatti considerata un patrimonio che non deve essere disperso.

Armistizio possibile Lo scontro fra le due anime della maggioranza sembra però destinato a restare sullo sfondo e anche i più critici non appaiono disposti a affilare le armi ora. E chissà che l’abbraccio tra Tremonti e Brunetta (avvenuto nel corso dell’ufficio di presidenza del Pdl) non possa siglare un armistizio anche all’interno della squadra di governo, evitando che il Consiglio dei ministri di domani si trasformi in una resa conta.

Tensioni smorzate Ad allentare le tensioni con parte della maggioranza avrebbe contributo, è il ragionamento di molti parlamentari, la piena disponibilità al confronto mostrata dal ministro: tre ore in commissione Bilancio e poi una riunione con i partiti della maggioranza (alla quale era presente anche il ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli) sono state due mosse che hanno spiazzato anche i più scettici. Tremonti "è stato franco", racconta il relatore Massimo Corsaro, e ha spiegato come le richieste siano "superiori" al tetto fissato e come dunque "sia necessario fare delle scelte. Ha anche detto che lui può indirizzare ma che poi anche i deputati dovranno valutare quali siano le priorità".

Bersani critico Mentre la maggioranza cerca dunque l’unità, le opposizioni si preparano a dare battaglia. Se l’Udc mette in campo una vera e propria ’contro-manovrà che in 150 emendamenti chiede interventi per le famiglie e le imprese, i Democratici puntano i riflettori sulle risorse messe a disposizione dall’Esecutivo. "Siamo totalmente sotto misura. Siamo fuori - attacca il segretario del Pd Pier Luigi Bersani - dalle risposte che servono alle famiglie e alle imprese".