Tremonti: premier nuovo mago Otelma E scatta l’applauso

nostro inviato a Capri

«Siamo di fronte a provvedimenti che replicano quelli del mago Otelma nel quale vedo, peraltro, la fisionomia del presidente del Consiglio». L’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non ha nemmeno terminato di criticare i tentativi del governo Prodi di attribuirsi i meriti del positivo andamento delle entrate fiscali che il convegno dei Giovani imprenditori di Capri gli tributa un applauso calorosissimo. Un intervento, quello del vicepresidente della Camera, inframmezzato spesso dalle dimostrazioni di apprezzamento della platea dell’Hotel Quisisana.
«Immorale è la violazione di una promessa», ha aggiunto Tremonti indicando nel presidente del Consiglio, Romano Prodi, un leader «che fa l’opposto» di quanto assicurato ai cittadini in campagna elettorale e alludendo alle dimissioni come un obbligo etico. La sala non si è trattenuta e gli ha tributato un’ovazione interrompendo la domanda del moderatore Bruno Vespa.
Si è trattato di uno dei pochi momenti della due giorni caprese nella quale gli imprenditori hanno mostrato chiaramente di apprezzare le indicazioni di un ospite politico. Sicuramente peggio è andata al successore di Tremonti, Tommaso Padoa-Schioppa. Il lunghissimo discorso, basato sulla confutazione di otto obiezioni mosse all’ultima legge di bilancio, non ha riscosso molti consensi da parte del pubblico. Anzi, in due occasioni il ministro ha dovuto fare i conti con la platea rumoreggiante e con qualche fischio. I primi mugugni sono giunti quando Tps ha giustificato i nuovi ticket sul pronto soccorso alludendo al fatto che in molti casi si considerano emergenze «un raffreddore e un’unghia incarnita». Qualche fischio è arrivato pure quando il ministro si è meravigliato che il governo abbia taciuto dei «meriti straordinari» della manovra. Anche il presidente di Confindustria Montezemolo lo ha ripreso. «Ministro, definirla un risultato straordinario è un po’ fuori dal suo stile», ha detto.
Per il resto, anche l’intervento del segretario della Cgil Epifani non ha suscitato particolari reazioni. La security all’ingresso della sala ha dosato gli ingressi degli imprenditori. Ma alla fine tutto è andato liscio e nelle facce di Montezemolo e Matteo Colaninno si è colta la soddisfazione per aver evitato una seconda Vicenza. «Non mi aspettavo una riuscita così eccellente - ha confessato il presidente dei Giovani imprenditori alla fine - perché nei giorni scorsi ci sono state pressioni sul consiglio e anche tra di noi si respirava un clima di tensione». Insomma, è andato tutto bene. Tranne qualche viso tirato e un po’ di stanchezza. A questo proposito, non si può non notare che tanto le tesi di Colaninno quanto il discorso conclusivo del presidente di Confindustria hanno accolto molte istanze che stanno a cuore della base del produttivo Nord-Est. Inclusi gli attacchi al massimalismo di sinistra.