Tremonti: "La sinistra pensa agli yacht..."

Il ministro dell'Economia, ospite alla festa della Cisl, difende la "carta" ai più poveri e critica le privatizzazioni "spezzatino". E sulla sinistra snob: "Non accetto la demagogia di chi fa i propri interessi sulla pelle della povera gente e poi frequenta i salotti"

Levico Terme (Tn) - Attacca gli speculatori, spara sulle privatizzazioni fatte male e arriva ad applaudire il ministro brasiliano, intervenuto poco prima alla festa della Cisl per spiegare a che punto sono le riforme del «trabajadore» Lula. Insomma Giulio Tremonti tocca tutte le corde che possono metterlo in sintonia, se non con la sinistra, almeno con il variegato popolo della Cisl. Ma quello che preme maggiormente al ministro dell’Economia, ospite alla festa nazionale del secondo sindacato italiano, è mettere alla berlina una sinistra che gli sembra più in sintonia con i supermanager che con i ceti popolari. E si prende la soddisfazione di farlo di fronte a un pubblico fatto di lavoratori dipendenti, poco importa se utilizzando argomenti che sono ormai dei classici tremontiani.

Ad aiutarlo, la polemica sulla «carta» per gli anziani poveri. Porta la sua firma ed è uno dei provvedimenti più bersagliati dalla stampa di sinistra. Alla festa della Cisl arrivano anche le critiche di Guglielmo Epifani, seduto accanto a lui nel palco di Levico Terme. La tessera che dà 400 euro l’anno di sconti ai pensionati? «Bene anche un euro in più», osserva il segretario generale della Cgil che avrebbe però preferito tagli alle imposte sull’assegno dei pensionati. «Così ci fanno quello che vogliono».

Il ministro coglie al volo l’occasione e replica: «Non accetto la demagogia sulla pelle della povera gente. Non accetto i frequentatori dei salotti che scrivono articoli facendo speculazioni sulla pelle della povera gente». E poi, a cascata, la caricatura di chi ha attaccato il pacchetto di misure economiche varato la settimana scorsa. In sintesi: è solo «sinistra snob». Quella che ormai ha adottato il «modello manager: fuma sigari e va sugli yacht. Chi parla ormai della speculazione? Non loro».

Temi cari alla Cisl. E Bonanni prende la palla al balzo ribadendo il suo sostegno alla Robin Tax, quella che prende qualcosa degli extraprofitti fatti da banche e petrolieri e per ribadire la necessità di non esasperare i conflitti, politici e sociali, visto che dall’altra parte ci sono lobby più potenti di qualunque governo, partito o sindacato. Tremonti sottolinea anche un altro tema della sua agenda che potrebbe essere sovrapposto al programma della Cisl, quello della contrarietà alle privatizzazioni «spezzatino». Più sfumato il riferimento all’unico vero motivo di scontro tra i sindacati e il governo Berlusconi, cioè il tasso di inflazione programmata previsto dal Dpef: 1,7% contro un carovita reale al 3,6%.

Prima si sorprende che ci sia qualcuno che ancora legge il Dpef, «un pezzo di passato che non serve più a niente e spero di superare». Poi spiega che se qualcuno vuole conoscere la ragione tecnica di una cifra così bassa, gli basta chiamare la Banca centrale europea (e fornisce alla platea il vero numero dell’istituto di Francoforte). L’indicazione dell’autorità monetaria è di non andare sopra i due punti. Poi ci sono ragioni più politiche: gli aumenti di questi anni non sono inflazione. Non è, insomma, il gioco della domanda e dell’offerta a fare andare alle stelle prezzi e tariffe. «È la speculazione, peste sociale di questo secolo». Chi ha perso con gli investimenti finanziari - questa in sintesi la tesi del ministro - ora si è spostato sulle materie prime. «Se non si capisce questo si fa una battaglia perdente».

Il popolo della Cisl gli passa anche questa tesi che non suona come un impegno a rivedere la cifra che serve a determinare gli aumenti per gli statali ed è il riferimento anche per tutti gli altri. E non si schiera, applaudendo tutti gli ospiti indistintamente: oltre a Tremonti ed Epifani, c’era il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei e il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. Un modo, forse, per archiviare i fischi di sabato al ministro del Welfare Maurizio Sacconi, l’esponente del governo forse più vicino alla Cisl. Ieri c’erano ancora un paio di contestatori con una maglietta con scritto: «Io sto con Pallaoro», il contestatore protagonista di un acceso battibecco con lo stesso Bonanni. Ma il segretario della Cisl cerca di dare un giro positivo anche al piccolo incidente e impartisce ai giovani della scuola di sindacato della Cisl, una lezione: «Adesso avrete capito qual è il rapporto tra notizia e fatto. E dopo questa festa sarete più smaliziati».